febbraio 25, 2020

Domande da porre al medico – informazioni sull’infertilità

Per il Comitato editoriale Blog IVI

 

L’infertilità, secondo la comune definizione dal punto di vista medico-scientifico, è l’assenza di concepimento dopo dodici mesi di rapporti regolari e non protetti finalizzati ad ottenere una gravidanza. Qualora la coppia abbia già avuto figli ma non riesce ad averne altri si parla di infertilità secondaria. Il nostro paese è uno dei fanalini di coda a livello europeo in termini di numeri di nascite di bambini. In particolare, secondo recenti statistiche, una coppia su cinque ha difficoltà a procreare in maniera naturale, una percentuale addirittura raddoppiata rispetto a 20 anni fa. L’origine dell’infertilità è ripartita in maniera quasi equa fra uomini e donne, anche se non è trascurabile la percentuale di casi nei quali non è individuabile in maniera precisa l’origine di questa problematica. Da questo punto di vista assume notevole importanza l’individuazione del problema da parte della coppia e la prima visita ginecologica per infertilità. Un ginecologo specializzato in infertilità, infatti, potrà indirizzare la coppia e suggerire le indagini specialistiche per poter individuare le cause e l’approccio più corretto per poter superare il problema.

 

Qual è la causa dell’infertilità? 

 La coppia che decide di effettuare una prima visita ginecologica per infertilità vuole innanzitutto comprendere quale sia la causa che impedisce il concepimento. Una domanda alla quale, ovviamente, lo specialista non può fornire risposta immediata. Il ginecologo specializzato in infertilità, da questo punto di vista, effettuerà un’anamnesi della coppia ed indagherà sulla storia clinica dei pazienti e su eventuali patologie pregresse. Questa prima visita, normalmente, ha la funzione di delineare il quadro clinico della donna e dell’uomo e sarà seguita da una serie di esami diretti ad individuare una causa precisa del mancato concepimento.

 

Quali sono le cause più frequenti di infertilità?

 Una delle domande più comuni, anche prima di sottoporsi agli esami di rito, è quali possano essere le cause più diffuse dell’infertilità. Anche da questo punto di vista occorre distinguere fra cause di origine femminile e maschile. Nella prima ipotesi sono da annoverare le alterazioni correlate alle Tube di Falloppio (come la chiusura delle stesse o la presenza di aderenze), l’endometriosi (nella quale le cellule endometriali normalmente presenti all’interno della cavità uterina vengono a localizzarsi in altre sedi, come ad esempio ovaie e peritoneo), le disfunzioni ovulatorie, le problematiche cervicali, eventuali malformazioni uterine e le alterazioni cromosomiche.  Fra le cause più diffuse di infertilità maschile vanno, invece, annoverate problematiche come il criptorchidismo (la mancata discesa dei testicoli nella propria sede), le infiammazioni delle vie seminali, il varicocele (la dilatazione delle vene testicolari), l’epididimite (un’infiammazione cronica dell’epididimo, un organo essenziale per la produzione spermatica), precedenti eventi traumatici, malattie sessualmente trasmesse, stile di vita errato ed alterazioni cromosomiche.

 

Quali sono gli esami da effettuare?

 Una delle domande sicuramente più frequenti riguarda la tipologia di esami che la coppia deve effettuare per l’accertamento dell’infertilità. Anche in questa ipotesi occorre distinguere fra partner di sesso femminile e partner di sesso maschile. Per quando riguarda la donna il primo esame che generalmente viene prescritto dal ginecologo specializzato in infertilità è lo studio ormonale basale. Si tratta di un semplice esame del sangue per valutare la funzione ovarica ed ipofisaria. Normalmente viene prescritta la valutazione dell’FSH, dell’LH, dell’estradiolo e del progesterone. In genere contestualmente alla visita ginecologica per infertilità viene anche eseguita un’ecografia transvaginale per accertare lo stato dell’utero e delle ovaie.

Per quanto riguarda gli esami che generalmente vengono prescritti all’uomo, fra questi rientrano lo spermiogramma, finalizzato ad accertare le caratteristiche spermatiche sia sotto il profilo qualitativo, sia sotto quello quantitativo. Anche in questo caso può essere prescritto l’accertamento di ormoni come FSH, LH e testosterone.  Fra gli ulteriori esami che possono essere prescritti al partner di sesso maschile, qualora indicato, uno dei più importanti è l’ecocolordoppler testicolare, finalizzato ad accertare le caratteristiche dei testicoli e valutare la presenza di eventuali lesioni.

 

Le abitudini di vita incidono sulla fertilità?

 Una delle domande più frequenti durante la visita ginecologica per infertilità riguarda l’incidenza delle abitudini di vita sul mancato concepimento. In particolare, occorre sottolineare come un’errata alimentazione, il fumo, il consumo di alcolici e lo stress possano avere un ruolo determinante sulla mancata gravidanza. Per quanto riguarda lo stress, ad esempio, uno studio ha accertato come le donne con livelli più alti abbiano il 45% delle probabilità in meno di concepire. Allo stesso modo un’altra ricerca ha evidenziato come l’obesità maschile possa alterare i valori normali del liquido seminale e, di conseguenza, una dieta equilibrata possa permettere un superamento di questa condizione. È stato anche accertato come il tabagismo possa compromettere la funzionalità spermatica, mentre il consumo di alcol possa comportare una riduzione del testosterone e un’atrofia testicolare.

 

Qual è la tecnica di fecondazione assistita più adeguata?

 La visita ginecologica e gli accertamenti prescritti possono indicare una problematica non risolvibile con la modifica dello stile di vita. In queste ipotesi il ginecologo, valutata l’entità delle problematiche, potrà consigliare il percorso di fecondazione assistita più adeguato alle coppie. Ad esempio, nel caso di un fattore maschile non grave e riserva ovarica adeguata, la tecnica più opportuna e meno invasiva potrebbe essere l’inseminazione intrauterina, mentre nel caso di problematiche più gravi è opportuno fare ricorso a tecniche di secondo livello come la FIVET e l’ICSI.

 

IVI: la realtà leader nella fecondazione assistita

Se la visita ginecologica per infertilità e i relativi controlli attestino una problematica di questo tipo, i nostri esperti possono aiutarvi a realizzare il vostro sogno di genitorialità. IVI, infatti, è la realtà leader a livello mondiale nella medicina riproduttiva. Le nostre cliniche da 30 anni forniscono le più alte percentuali di successo nelle tecniche di fecondazione assistita. Nove coppie su dieci, dopo essersi rivolte ai nostri specialisti, riescono a diventare genitori. Grazie alle nostre tecniche sono nati circa 200.000 bambini in tutto il mondo.

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