settembre 13, 2019

La pillola anticoncezionale influisce sulla fertilità futura?

Uno dei rimedi anticoncezionali più sicuri, in grado anche di contrastare patologie spesso dolorose come l’endometriosi. La pillola anticoncezionale è uno dei metodi contraccettivi più ad ampio spettro, ma il suo uso è ancora oggi oggetto di false credenze e informazioni errate. Una di queste riguarda l’idea che la pillola contraccettiva sia causa di infertilità. In realtà non esiste nessuno studio in grado di correlare l’assunzione di questo farmaco a futuri problemi di fertilità seguenti alla sua interruzione, così come non si è rilevata una distinzione significativa fra tasso di fertilità delle donne che hanno assunto la pillola in maniera prolungata e tasso di fertilità di chi non ha fatto ricorso a questo metodo anticoncezionale. Anzi, come vedremo, in molti casi questo farmaco può avere un ruolo fondamentale per la protezione della fertilità.

La pillola anticoncezionale: cos’è?

La pillola anticoncezionale è un farmaco che contiene due tipi di ormoni – l’estrogeno e il progestinico – simili a quelli normalmente sviluppati dalla donna, che regolano l’attività del suo apparato genitale. Questo rimedio farmacologico, utilizzato in Italia da circa il 17% delle donne con un’età fra i 15 e i 44 anni, può distinguersi in differenti tipologie sulla base della natura e del dosaggio degli ormoni di sintesi utilizzati.

 

Come funziona

La pillola anticoncezionale, grazie agli ormoni che contiene, ha l’effetto di bloccare l’ovulazione sollecitando l’ipofisi a non stimolare più le ovaie e di causare un inspessimento del muco cervicale tale da rendere più difficile l’ingresso dello sperma nell’utero. Inoltre, questo farmaco produce un assottigliamento delle pareti uterine che ha come effetto di ridurre la probabilità di impianto di un eventuale ovulo fecondato. Occorre sottolineare come sotto il profilo anticoncezionale la pillola è efficace dal primo giorno di utilizzo, ovviamente a condizione che venga successivamente assunta in maniera corretta e nel rispetto delle prescrizioni.

 

I vantaggi della pillola

Oltre alla funzione contraccettiva, l’utilizzo di questo farmaco può comportare anche una serie di vantaggi ulteriori.  La combinazione ormonale presente nella pillola anticoncezionale consente una regolarizzazione del ciclo mestruale e permette una regolarizzazione del ciclo. Questo effetto consente, di conseguenza, di ridurre le problematiche connesse alla sindrome dell’ovaio policistico ripristinando, generalmente, un ciclo mestruale regolare e riducendo i sintomi dermatologici ed endocrini indesiderati. Questo farmaco, inoltre, riduce le probabilità di tumori all’ovaio e all’endometrio.  In particolare, recenti studi hanno evidenziato come la pillola aiuti a ridurre il rischio di insorgenza del tumore all’ovaio ogni cinque anni di assunzione, anche per donne che hanno una predisposizione maggiore a questo carcinoma. L’utilizzo di questo farmaco consente inoltre di ridurre del 50% il rischio di un tumore all’endometrio con un effetto protettivo che si protrae per oltre 20 anni.

 

Gli svantaggi della pillola anticoncezionale

Questo sistema di contraccezione orale, però, può comportare effetti indesiderati, in taluni casi anche importanti, soprattutto per donne che soffrono già di alcuni disturbi. In particolare, questo farmaco aumenta il rischio di trombosi venosa agli arti inferiori. Come ha rilevato l’Agenzia Italiana per il Farmaco, si tratta comunque di un incremento molto basso che in genere coinvolge tutti i progestinici. La pillola, inoltre, è sconsigliata nel caso in cui la donna sia fumatrice: la combinazione fra il fumo di sigaretta e il farmaco, infatti, può comportare un aumento del rischio di malattie cardiovascolari. Nelle ipotesi in cui la donna soffra di pressione alta o diabete, l’utilizzo della pillola deve essere attentamente valutato di concerto con il proprio medico.

 

La pillola anticoncezionale e la fertilità

Come abbiamo accennato in precedenza, l’utilizzo della contraccezione orale è stato nel corso del tempo legato a false credenze, non suffragate da ricerche e studi scientifici. Una di queste rileva come la pillola contraccettiva causa infertilità. Un’idea smentita da moltissimi studi. In particolare, una ricerca pubblicata su Obstet Gynecol condotta su un campione di 60.000 donne che facevano ricorso a questo farmaco, anche in composizioni diverse, ha messo in evidenza come il 20% delle stesse ha raggiunto una gravidanza nel primo ciclo successivo all’interruzione della pillola, mentre l’80% ha scoperto di aspettare un bambino entro un anno dalla sospensione della contraccezione orale. Si tratta di dati paragonabili a donne che, avendo il desiderio di concepire, non hanno mai fatto ricorso a questo rimedio farmacologico. L’unica variabile che, secondo lo studio, può avere una rilevanza sulla fertilità è determinata dall’età: qualora la donna interrompa l’uso della pillola anticoncezionale ad un’età avanzata avrà meno possibilità di rimanere incinta per effetto del dato anagrafico.

 

La gravidanza dopo la sospensione della pillola: quanto bisogna attendere?

Alcune ricerche recenti hanno posto l’attenzione sul tempo necessario ad ottenere una gravidanza dopo la sospensione della pillola. La ripresa regolare del ciclo mestruale, dopo l’assunzione del contraccettivo orale, avviene in media nell’arco di tre mesi dopo la sospensione della pillola, con tempi che possono anche essere sensibilmente più brevi.  In genere, secondo uno studio condotto su 3.727 donne fra i 18 e i 40 anni, dopo l’interruzione della pillola il tempo di attesa di una gravidanza può oscillare fra i 2 e i 6 mesi. Un’altra ricerca ha approfondito questi dati evidenziando come il 40% delle coppie ottiene un concepimento entro tre mesi dalla sospensione, mentre fra i 3 e i 12 mesi il 99% delle coppie (qualora non sussistano altri problemi di fertilità) riesce ad ottenere una gravidanza.

 

IVI: l’esperienza del leader mondiale nella fecondazione assistita

Se non esiste un legame fra l’impiego della pillola anticoncezionale e la riduzione della fertilità, occorre precisare come problemi preesistenti o sopravvenuti non correlati a questo farmaco possano ostacolare il progetto di una gravidanza dopo l’interruzione della contraccezione orale. In questi casi la miglior scelta per realizzare il proprio desiderio di genitorialità è IVI. I nostri centri riescono a raggiungere i migliori indici di esito positivo per paziente. Tecniche come l’ovodonazione, ad esempio, vantano una percentuale di gravidanze al terzo tentativo del 96%. Dati che confermano come IVI sia la realtà leader a livello mondiale nella medicina riproduttiva.

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