Preservazione della fertilità per pazienti oncologici

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Cos'è la preservazione della fertilità per motivi medici?

I trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia possono influire negativamente sulla fertilità, per cui i pazienti oncologici -uomini e donne- possono conservare la propria fertilità per incrementare così le loro possibilità di avere un bambino quando saranno guariti. La preservazione degli ovuli e dello sperma offre loro la possibilità di ottenere i propri gameti con la massima celerità in modo da poter iniziare subito il trattamento e poterne disporre qualora, una volta guariti, decidano di avere figli.

I pazienti che dovranno sottoporsi a operazioni chirurgiche dell’apparato riproduttivo possono dunque avvalersi di questo trattamento.

Il trattamento di preservazione della fertilità consiste nella preservazione degli ovuli o spermatozoi a -196°C, in modo che restino esattamente nelle stesse condizioni in cui si trovavano il giorno in cui sono stati congelati e quindi poter posticipare il momento di avere un figlio. Nel caso femminile, si utilizza la tecnica di vitrificazione e in quello maschile, il congelamento.

I progressi avvenuti nel campo delle cure oncologiche e l’efficacia dei programmi di screening precoce sono riusciti a incrementare considerevolmente il tasso di cura e sopravvivenza dei pazienti oncologici. Ciò permette di assegnare maggiore importanza agli effetti secondari dei trattamenti con chemioterapia e radioterapia e, in tale ambito, la preservazione della funzione ovarica, della capacità di produzione di spermatozoi e della fertilità in generale, sono gli aspetti che più preoccupano i professionisti che seguono i pazienti colpiti dal cancro.

Per questo i nostri professionisti lavorano in modo da poter offrire la possibilità di procreazione a questi pazienti e la certezza che, dopo aver superato la malattia, potranno tentare di avere figli, nonostante le conseguenze della malattia sulla loro fertilità.

L’impegno di IVI nei confronti dei pazienti che devono affrontare questa situazione è enorme. Grazie ai programmi Essere madre dopo il cancro ed Essere padre dopo il cancro, i pazienti oncologici possono conservare gratuitamente la loro fertilità. Inoltre, a seconda del caso, si possono prendere in considerazione aiuti supplementari. Questi programmi, che IVI ha avviato nel 2007, fanno parte di un’iniziativa della Fondazione IVI e della responsabilità sociale corporativa dell’organizzazione.

In quali casi è indicata?

La preservazione della fertilità per motivi medici si raccomanda per:

  • Pazienti -uomini e donne- che sono destinati a sottoporsi a un trattamento di chemioterapia o radioterapia, oppure a un trapianto del midollo osseo.
  • Donne che si devono sottoporre a un’operazione chirurgica con rischio di perdita totale o parziale delle ovaie, come le donne con diagnosi di endometriosi.
  • Uomini che devono sottoporsi a un’operazione chirurgica che potrebbe comprometterne la capacità di generare spermatozoi, come nel caso del tumore testicolare.

Tassi di successo

Le tecniche di vitrificazione di ovociti e di congelamento dello sperma offrono elevati tassi di sopravvivenza che, nel caso della vitrificazione, si situa attorno al 95%. Per il congelamento, sempre in funzione della qualità iniziale del liquido seminale, la sopravvivenza media di solito è ottima per l’uso posteriore dei gameti con tecniche di procreazione assistita.

Conseguenze del trattamento oncologico sulla fertilità

Nel caso della donna, i trattamenti di chemioterapia e radioterapia possono provocare:

  • Riduzione naturale del numero di ovuli e cessazione della relativa maturazione. La quantità di ovuli viene determinata alla nascita e con ciascun ciclo mestruale gli ovuli vanno perduti e non ne vengono generati di nuovi. Questa perdita di ovuli funzionali dipende da fattori quali l’età al momento della malattia, tipo di cancro, trattamento medico utilizzato, dose e numero di cicli.
  • Riduzione della qualità degli ovuli, indipendentemente dal fatto che la paziente perda o meno la funzione ovarica.
  • Insufficienza ovarica precoce che comporta, oltre alla cessazione della funzione riproduttiva e ormonale, altri sintomi derivanti da quest’ultima quali problemi vasomotori, scheletrici e cardiovascolari.

Nel caso dell’uomo, questo tipo di trattamenti può avere conseguenze quali:

  • Patologia dei testicoli e cessazione, o diminuzione, della produzione di spermatozoi.
  • Alterazioni ormonali con effetti a differenti livelli.
  • Calo della libido.
  • Calo della quantità di sperma, con alterazione di valori quali morfologia, motilità o quantità di spermatozoi.

In cosa consiste la preservazione della fertilità

primera primera
Primera consulta

Prima visita

Prelievo degli ovuli

Obtención de los óvulos
Obtención de los espermatozoides

Prelievo degli spermatozoi

Vitrificazione e congelamento

Vitrificación y congelación

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