luglio 9, 2020

L’infertilità maschile può essere prevenuta?

infertilità maschile
Per il Comitato editoriale Blog IVI

Daniela Galliano
DIRETTRICE IVI ROMA
Daniela Galliano
MD, PhD
Centro IVI Roma s.r.l.

 

L’infertilità maschile è una problematica in netta crescita nel corso degli anni con un costante aumento di numero di casi rilevati a livello globale. Un recente ricerca scientifica condotta da IVI su quasi 120.000 pazienti ha messo in evidenza come dal 2004 al 2017 si è verificato un notevole incremento del numero di uomini che, per problemi di fertilità, potrebbero far ricorso ad un trattamento di fecondazione assistita per coronare il proprio sogno di genitorialità. Una percentuale che è passata dal 12,4% al 21,3%, mentre si è ridotta del 9% la percentuale di soggetti con un numero totale di spermatozoi mobili che rientra nell’ambito della normalità. Soltanto in Italia, ad esempio, i dati fanno emergere come il 33% degli uomini sia a rischio di infertilità. Una tendenza che, secondo quanto emerge da studi e ricerche, è possibile invertire grazie ad un’adeguata prevenzione e una tempestiva individuazione delle cause dell’infertilità maschile.

 

Le cause dell’infertilità maschile

Le cause che determinano un’infertilità maschile possono essere molteplici e, in alcuni casi, appare difficile determinare quale sia la ragione alla base di questa problematica. Da un punto di vista generale è possibile distinguere fra cause pre-testicolari, testicolari e post-testicolari. Nel primo caso rientrano le alterazioni agli organi che hanno la finalità di produrre gli ormoni diretti a regolare la funzionalità dei testicoli. Fra queste ipotesi, in particolare, vanno annoverate le alterazioni funzionali dell’ipofisi come quelle che comportano una ridotta produzione di FSH, l’ormone che regola la produzione degli spermatozoi. Nelle cause testicolari, invece, rientra una molteplicità di patologie eterogenee che possono colpire i testicoli e determinare un’alterazione nella produzione degli spermatozoi.

Le cause post-testicolari, invece, racchiudono quei casi nei quali si verifica un ostacolo al passaggio dello sperma lungo i tratti dell’apparato riproduttivo maschile.

 

L’incidenza dello stile di vita sulla fertilità maschile

Anche uno stile di vita non corretto può avere un’importante incidenza sull’infertilità maschile. Numerosi studi, ad esempio, hanno rilevato come il fumo per effetto della presenza di radicali liberi che determinano reazioni ossidative possa causare una riduzione della qualità dello sperma, in particolare per quanto concerne la concentrazione. È stata anche evidenziata una correlazione fra alcol e una riduzione del volume spermatico: la produzione di spermatozoi, infatti, si riduce con un maggiore consumo di alcol  perché quest’ultimo interferisce con il rilascio delle gonadotropine, gli ormoni che regolano lo sviluppo dei testicoli. Anche l’obesità è spesso associata ad una ridotta qualità dello sperma: gli uomini obesi, infatti, presentano frequentemente alterazioni del DNA degli spermatozoi, della loro forma e motilità. Anche lo stress può comportare un’alterazione della spermatogenesi: livelli elevati di cortisolo ed enzima alfa-amilasi (considerati marker dello stress) sono spesso correlati a difficoltà nel concepimento.

 

L’importanza della prevenzione

Come ha rilevato l’Istituto Superiore della Sanità nella maggior parte delle ipotesi sopra citate è possibile superare le problematiche di fertilità mediante un’adeguata prevenzione ed informazioneA questo riguardo la Società Italiana di Pediatria ha messo in rilievo come circa un bambino o un ragazzo su tre presenza condizioni mediche che possono incidere negativamente sulla sua fertilità futura. Un’adeguata prevenzione, da questo punto di vista, può essere alla base di un dimezzamento dei casi.

 

L’adozione di uno stile di vita adeguato

Un’adeguata prevenzione non riguarda soltanto il profilo dei controlli medici, ma coinvolge anche l’adozione di uno stile di vita adeguato con una riduzione al minimo di quelle condotte che possono essere alla base di problematiche di infertilità maschile. La prevenzione, da questo punto di vista, comincia a tavola. La riduzione dei grassi saturi, che hanno l’effetto di ridurre la concentrazione degli spermatozoi e un maggiore consumo di cibi contenenti Omega-3, che favoriscono la morfologia spermatica, può rivelarsi essenziale per la fertilità. Come abbiamo visto, anche il fumo e l’alcol incidono in maniera negativa sulla conta spermatica, la motilità degli spermatozoi e possono anche essere alla base di anomalie nel liquido seminale. Ad esempio,

 

IVI: una soluzione contro i problemi di fertilità maschile

Qualora l’adozione di un’adeguata prevenzione sia dal punto di vista medico, sia per quanto concerne lo stile di vita, non produca effetti di rilievo e permanga l’infertilità maschile la soluzione più adeguata a far fronte a questa problematica è IVI. Una procedura come l’ICSI, ritenuta essenziale qualora i valori del numero totale di spermatozoi mobili sia variabile fra lo zero e i cinque milioni, rappresenta uno dei punti di forza delle nostre strutture. Nel 2017 i nostri centri hanno effettuato complessivamente 14.648 cicli di fecondazione in vitro (FIV-ICSI) ottenendo quasi 2.000 gravidanze. In particolare, chi si rivolge per la prima volta ad IVI dopo una serie di tentativi falliti in altri centri ha una probabilità del 50% di ottenere una gravidanza al primo tentativo. Un dato che conferma come la nostra realtà rappresenti l’eccellenza a livello mondiale nell’ambito della medicina riproduttiva.

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