aprile 4, 2018

L’infertilità maschile. Cause, sintomi e rimedi.

Cosa si intende per infertilità negli uomini?

Quando si parla sia di infertilità maschile che di infertilità femminile, si parla dell’assenza di concepimento a seguito di rapporti completi, mirati e non protetti, nel corso di 12 mesi. Questa è la definizione ufficiale del concetto di infertilità, che dall’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) viene considerata una vera e propria patologia.

Secondo la SIAMS (Società italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità), questa definizione andrebbe meglio specificata, in modo da poter distinguere tra “sterilità” (che si riferisce ad un numero ridotto di situazioni in cui non è possibile la risoluzione) e “ipofertilità” o “subfertilità”, dove sarebbe possibile risolvere il problema con opportuni presidi. Sempre secondo la SIAMS, la condizione di ipofertilità/infertilità riguarderebbe circa il 15/20% delle coppie e si ripartisce all’interno della coppia in maniera quasi equa (37.1% problemi femminili, 29.3% problemi maschili).

Quali sono le cause dell’infertilità maschile?

In Italia, i dati parlano di un 33% di uomini a rischio di infertilità, le cui ragioni possono essere molteplici. Inoltre, il 30% dei casi di infertilità maschile può essere considerata idiopatica poichè non è possibile identificarne una causa.

Fra le principali cause di infertilità maschile possono essere evidenziate in primis quelle relative a problemi di tipo anatomo-funzionali, come ad esempio il criptorchidismo, ovvero la mancata discesa di uno o di entrambi i testicoli nel corso del primo anno di vita dell’uomo. Questa patologia può determinare una riduzione nella quantità e nella qualità degli spermatozoi e generare quindi dei problemi dal punto di vista della fertilità.

In merito alle cause di tipo funzionale, può essere citato il varicocele, ovvero una dilatazione delle vene del testicolo che può comportare un’alterazione del DNA degli spermatozoi. Secondo recenti statistiche, questa patologia coinvolge circa il 40% degli uomini con problemi di infertilità. In virtù del fatto che si presenta spesso in forma asintomatica, è una patologia che frequentemente viene scoperta a seguito di una visita andrologica, effettuata proprio per motivi legati al mancato concepimento.

Problematiche legate al liquido seminale possono essere una causa frequente. Ad esempio, si parla di aspermia quando il liquido seminale è assente o di azoospermia quando non sono presenti spermatozoi. In caso di astenospermia invece, gli spermatozoi presentano una ridotta motilità. In tutti questi casi, e in altri casi, è necessario eseguire uno spermiogramma, ovvero un esame specifico del liquido spermatico, che permette di capirne tutte le caratteristiche.

E’ necessario evidenziare come contribuiscano all’infertilità maschile anche interventi chirurgici avvenuti in passato, alcuni tipi di infezioni uro-seminali, o l’epididimite, cioè l’infiammazione dell’epididimo ossia la parte dell’apparato genitale maschile che produce il liquido seminale.

Secondo la SIA (Società Italiana di Andrologia) le cause di infertilità maschile possono essere non solo numerose, ma spesso coesistenti: patologie dell’asse ipofisi-ipotalamo-testicoli, congenite o acquisite (ipogonadismi ipo e ipergonadotropi, iperprolattinemie, disfunzioni tiroidee), patologie testicolari (traumi, tumori, infezioni, varicocele, criptorchidismo), patologie delle vie seminali (agenesie mono/bilaterali dell’epididimo e/o dei canali deferenti, patologie infettive e/o infiammatorie della prostata, delle vescicole seminali, dell’epididimo).

Le problematiche relative alla infertilità maschile possono essere anche causate o incrementate da alcune cattive abitudini di vita e dallo stress. Secondo una recente ricerca del Ministero della Salute, l’alcool può incidere in maniera negativa sulla produzione, sulla vitalità e sulla motilità degli spermatozoi. Anche lo stress può spesso provocare una riduzione del livello di testosterone maschile e incidere sul volume, sulla motilità e sulla concentrazione degli spermatozoi.

IVI

Come aumentare la fertilità negli uomini?

La tendenza maschile è quella di rivolgersi all’aiuto di un medico specialista solo nel caso in cui ci sia un sospetto relativo alla propria fertilità oppure alla presenza di una qualche patologia. Circa il 90% degli uomini infatti non fa una adeguata prevenzione, spesso addirittura rifiutandosi di effettuare una visita specialistica anche a seguito di una diagnosi di infertilità.

Alcune statistiche condotte a livello internazionale, affermano inoltre che solo il 56% delle coppie con problemi di infertilità, chiede aiuto ad uno specialista in tempi brevi e di queste coppie solo il 22% decide di intraprendere cure adatte alla risoluzione del problema.

In Italia questo fenomeno è molto evidente ed è stato ampiamente verificato. Secondo un recente studio effettuato nel 2013, l’intervallo medio fra il prendere atto di un problema di infertilità e la prima visita presso uno specialista è di circa 13 mesi, mentre il tempo che passa fra visita e l’inizio di un percorso di cura è di circa 10 mesi.

E’ fondamentale quindi che vengano prese delle accortezze comportamentali e di abitudini di vita che possano permettere di proteggere la fertilità maschile, in modo da poter prevenire alcuni problemi.

Tra i tanti comportamenti che vengono consigliati dall’Istituto Superiore di Sanità, uno fra tutti è non fumare. Il fumo infatti causa danni agli spermatozoi, che vengono non solo prodotti in minor quantità, ma sono meno vitali e hanno una alta percentuale di presenza di anomalie genetiche. Maggiore è il numero di sigarette fumate, minore è il numero di spermatozoi prodotti. Si calcola che nei forti fumatori il calo di spermatozoi sia del 22%. Sembra inoltre che il fumo possa anche incidere sulla capacità fecondativa dello spermatozoo stesso.

Molto importante è anche monitorare il proprio rapporto con l’alcool. L’alcool infatti danneggia sia la produzione che la qualità degli spermatozoi. Grazie ad alcuni studi su alcolisti non cirrotici – ossia, che hanno un organismo, per altri versi, sano – è stato dimostrato come nel 45% dei casi si verifichi una riduzione del numero di spermatozoi, in un altro 45% si notino anomalie morfologiche e complessivamente il 50% abbia problemi di motilità (ossia, spermatozoi che non si muovono). Molti ricercatori inoltre sostengono come la combinazione alcool e fumo non faccia altro che peggiorare la situazione, potenziandosi i due fattori a vicenda nel causare l’infertilità maschile. Bere inoltre concorre nel causare impotenza e calo della libido.

Evolución del Embrión

Quali possono essere i rimedi all’ infertilità maschile?

Sono sempre di più in aumento i pazienti che hanno deciso di superare i problemi di infertilità facendo ricorso alla fecondazione assistita. Secondo i dati dell’ISS, infatti, negli ultimi sei anni gli italiani che hanno scelto di ricorrere a trattamenti di procreazione assistita come la fivet sono aumentati di quasi il 20%.

Numerose oggi sono le tecniche di fecondazione assistita che permettono il superamento di problemi di infertilità e che permettono di riuscire a ottenere una gravidanza anche in caso di problemi di infertilità maschile.

L’inseminazione artificiale spesso è un trattamento che risulta essere estremamente efficace per uomini che rilevano avere dei difetti lievi o moderati del proprio sperma, sia a livello di concentrazione che di motilità. In casi in cui l’inseminazione artificiale possa risultare insufficiente, è possibile ricorrere a trattamenti quali la fecondazione in vitro omologa (ovvero con gli ovuli della donna della coppia) o la fecondazione in vitro  eterologa (in caso di donazione degli ovuli da parte di una donatrice e/o donazione dello sperma da parte di un donatore). In questi casi, l’unione tra lo spermatozoo e l’ovulo della donna viene effettuata in laboratorio, ottenendo in questo modo embrioni già fecondati che possono essere successivamente trasferiti nell’utero della donna.

Il supporto di IVI

Presso le cliniche di fecondazione assistita IVI, la fecondazione degli ovuli viene effettuata tramite la tecnica FIV oppure tramite la iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo (ICSI). La tecnica FIV prevede che l’ovulo venga posto su una piastra di coltura e circondato dagli spermatozoi, mentre la tecnica ICSI prevede l’introduzione dello spermatozoo vivo all’interno dell’ovulo stesso tramite una punzione con cannula.

Solo nel 2016, presso i centri IVI sono stati effettuati 45.122 trattamenti di riproduzione assistita. In totale, grazie alla FIV-ICSI si sono ottenute, sempre nel 2016, 2.847 gravidanze, mentre con l’ovodonazione sono state 3.888. Le cliniche IVI garantiscono una gravidanza a oltre il 90% dei pazienti che si sottopongono a un trattamento di fecondazione assistita. Questi numeri possono essere di aiuto per i pazienti che soffrono di infertilità e si approcciano alla fecondazione assistita per cercare un aiuto ai propri problemi e poter far avverare il proprio sogno di diventare genitori.

In caso di infertilità, è necessario che un centro di fecondazione assistita svolga tutti gli esami e le analisi necessarie per capire quale sia il trattamento migliore da intraprendere. Presso le cliniche IVI un’equipé specializzata analizza il caso di ogni paziente in maniera personalizzata, al fine di stabilire la tipologia di trattamento più efficace da effettuare. E’ inoltre estremamente importante effettuare un’analisi della storia clinica di entrambi i membri della coppia, per capire da dove derivi il problema di infertilità, tramite esami specifici. A seguito della valutazione dei risultati, sarà lo specialista stesso a capire e a consigliare il trattamento più idoneo da seguire.

Vivere un problema di infertilità, può comportare la necessità di affrontare un percorso interiore molto importante. Questo può generare stress all’interno della coppia e non permettere di vivere con la giusta serenità il percorso di fecondazione assistita. Per questa ragione IVI mette a disposizione la possibilità di avere a disposizione un team di supporto psicologico, che possa permettere di superare le proprie difficoltà e ricevere il sostegno emotivo necessario per vivere al meglio questa esperienza.

Fonti:

Istituto Superiore di Sanità

SIAMS

SIA

OMS

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