novembre 9, 2020

In che modo il varicocele influenza la fertilità maschile

In che modo il varicocele influenza la fertilità maschile
Per il Comitato editoriale Blog IVI

 

Il varicocele secondo il Ministero della Salute è classificabile come una dilatazione anomala delle vene che attraversano il testicolo. Una patologia che si manifesta con particolare frequenza nel corso della pubertà, soprattutto nell’arco di tempo che intercorre fra gli 11 e i 16 anni. Sempre secondo una recente rilevazione del Ministero, questo problema coinvolge circa il 15% degli uomini ed è una delle cause prevalenti dell’infertilità maschile. Il varicocele, infatti, è stato rilevato nel 30%-40% dei casi in cui si sono manifestate problematiche connesse alla fertilità. In moltissime ipotesi la sua scoperta è contestuale agli accertamenti diretti a valutare eventuali cause di infertilità: questa patologia, infatti, spesso si presenta in maniera asintomatica. Per questa ragione la tempestività della diagnosi ha una funzione preventiva essenziale e, qualora si riveli necessario, il trattamento chirurgico o l’approccio radiologico possono consentire di riprendere una piena funzionalità riproduttiva.

Il varicocele maschile: cos’è e come si manifesta

Il varicocele è una delle più diffuse patologie che coinvolgono l’apparato riproduttivo maschile e che, sinteticamente, si manifesta con un anomalo rigonfiamento delle vene del testicolo. Quest’ultimo ha come conseguenza un ristagno di sangue, un aumento della temperatura e una riduzione nell’ossigenazione dei tessuti della zona testicolare. Fra le conseguenze connesse a questa patologia è possibile annoverare una riduzione del volume testicolare e una diminuzione della produzione e della qualità del liquido seminale e, di conseguenza, un potenziale effetto negativo sulla fertilità maschile. La sua natura prevalentemente asintomatica comporta che spesso il varicocele viene scoperto in seguito ad un controllo andrologico finalizzato ad individuare le cause di un mancato concepimento.

I sintomi del varicocele

Come abbiamo accennato, nella maggior parte delle ipotesi questa patologia non dà luogo ad un profilo sintomatologico definito. In altri casi, fra i sintomi del varicocele è possibile annoverare una sensazione di pesantezza a livello testicolare. La dilatazione, nei casi più gravi, può essere rilevata anche mediante una palpazione. Il testicolo interessato, inoltre, può risultare più piccolo rispetto all’altro. Il fastidio connesso al varicocele può accentuarsi nel caso di attività sportiva o durante i rapporti sessuali.

Le cause del varicocele

La ricerca non ha ancora chiarito in maniera definita tutte le potenziali cause che possono rivelarsi all’origine del varicocele. Una delle problematiche che, con evidenza, viene ricondotta all’origine di questa patologia è rappresentata dalla congenita debolezza delle pareti venose che, nel corso del tempo, può essere alla base di una dilatazione delle vene e di un’alterazione della circolazione venosa. Occorre precisare come questa patologia nella grande prevalenza dei casi riguarda il testicolo sinistro. Fra le altre cause del varicocele accertate dalla letteratura scientifica è possibile individuare la differenza nella lunghezza e nella pressione fra la vena spermatica sinistra e quella destra, lo schiacciamento della vena renale e l’incremento del flusso arterioso testicolare. Alcuni scienziati ritengono che fra le cause possa rientrare anche un blocco del flusso sanguigno nel contesto dei vasi addominali.

La diagnosi

L’iter per accertare la presenza del varicocele si compone in un esame locale diretto ad accertare il volume dei testicoli e il reflusso venoso. Qualora vengano rilevate anomalie è opportuno far ricorso ad un ecodoppler testicolare per valutare in maniera più approfondita questi elementi. Infine, per determinare un’eventuale incidenza del varicocele sulla fertilità maschile può essere opportuno un esame del liquido seminale diretto a valutare il numero, la mobilità e la morfologia degli spermatozoi.

L’incidenza del varicocele sulla fertilità maschile

Fra la sintomatologia legata all’insorgenza del varicocele è possibile annoverare l’aumento della temperatura e la conseguente riduzione dell’ossigenazione del testicolo coinvolto. L’aumento di pressione delle vene e l’incremento dello stato ossidativo dei tessuti, che ne è la conseguenza, possono essere all’origine di un calo del testosterone ed incidere negativamente sulla qualità del liquido seminale comportando una riduzione della concentrazione e della motilità degli spermatozoi ed un’eventuale alterazione della loro morfologia. Queste conseguenze, anche se soltanto eventuali, possono essere fronteggiate grazie ad una tempestiva diagnosi ed un successivo intervento immediato e risolutivo.

La cura del varicocele

Se questa patologia comporta particolari problematiche, come dolori e gonfiori o incide in maniera rilevante sulla fertilità maschile, è opportuno intervenire. La varicocelectomia, in questo senso, è un intervento finalizzato a “legare” la vena coinvolta in modo da far defluire il sangue nelle vene sane. Un approccio più recente consiste nella scleroembolizzazione retrograda, che si realizza iniettando nelle vene dilatate un liquido che ha il fine di occluderle. Questa tecnica è molto diffusa soprattutto per la sua ridotta invasività. La letteratura, da questo punto di vista, ha evidenziato importanti effetti favorevoli di questi interventi sul miglioramento della qualità del seme. Questi effetti, però, possono essere adeguatamente rilevati dopo un lasso di tempo di 3/6 mesi dall’intervento. In particolare, la varicocelectomia comporta un effetto positivo rilevante sull’integrità degli spermatozoi e un aumento della motilità degli stessi. Secondo recenti statistiche dopo questo intervento, infatti, sarebbe riscontrabile un aumento della concentrazione e della motilità spermatica in 14 uomini su 17. Occorre precisare, però, come un simile intervento non escluda in maniera assoluta il rischio di una recidiva.

IVI: la scelta giusta contro ogni problema di fertilità

Qualora il varicocele abbia comportato effetti negativi sulla fertilità e il successivo intervento non cambi questa situazione o, comunque, qualora siano riscontrati ulteriori problemi nella coppia, la scelta più giusta per fronteggiare l’infertilità è IVI. Da oltre 30 anni la nostra realtà rappresenta il vertice nella medicina riproduttiva a livello mondiale. A confermarlo sono le percentuali di successo di una tecnica come la FIV-ICSI (71,3%) o della fecondazione con ovodonazione (79,6%). IVI vi garantirà anche la massima sicurezza grazie a un rigidissimo protocollo anti-Covid che, fra l’altro, vi consentirà di accedere alle prime visite anche on-line.

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