aprile 13, 2018

Sterilità femminile. Quali possono essere le cause e i rimedi?

Come capire se sono sterile?

Dopo che una coppia cerca per un certo periodo di tempo di avere un bambino senza risultati, comincia a chiedersi le ragioni di questo insuccesso e soprattutto si inizia a fare domande sulla propria fertilità. Inizia quindi una ricerca sul come capire se si è sterili, se si hanno problemi di infertilità, se queste difficoltà possano essere risolte e via dicendo.

Secondo l’Istituto Superiore di Sanità, una coppia viene considerata infertile nel momento in cui non riesca a concepire dopo circa un anno di rapporti regolari, mirati e non protetti. L’infertilità, che dall’Organizzazione Mondiale della Sanità viene considerata una vera e propria patologia, riguarda circa il 15% delle coppie e generalmente si ripartisce in maniera equa. Nel momento in cui una coppia abbia già avuto figlio, ma non riesce ad averne altri, si può dire che è di fronte a un problema di infertilità secondaria.

Sempre secondo l’Istituto Superiore di Sanità, la sterilità femminile o maschile invece riguarda le coppie affette da una patologia irreversibile o che rimangono non fertili anche dopo aver seguito un iter diagnostico e terapeutico esauriente e svolto in un tempo ragionevole. Quando la sterilità è una condizione permanente non resta che rivolgersi alle tecniche di procreazione medicalmente assistita più sofisticate.

 

Cause sterilità femminile

Come confermato dall’ ISTAT, in Italia, e in molti Paesi dell’area occidentale, ormai le donne decidono di avere figli nella seconda parte della propria età riproduttiva. Questo ovviamente può essere spiegato sia da motivi sociali e di scelta personali, sia da ragioni economiche. Le donne italiane generalmente fanno figli in età considerata più avanzata rispetto a quasi tutte le altre donne europee.  Secondo gli ultimi dati ISTAT, l’età media al parto in Italia sale a 31.8 anni. Inoltre, nel 2017 si conteggiano 464mila nascite, nuovo minimo storico, e il 2% in meno rispetto al 2016, quando se ne ebbero 473mila.

L’età quindi rappresenta una delle prime cause della impossibilità di concepire per una donna. Le donne dovrebbero essere consapevoli del fatto che l’età fertile ha un suo declino con il passare degli anni. Ed è molto importante sapere che la diminuzione di fertilità avviene prima dell’ingresso in menopausa. La fertilità delle donne infatti si riduce già dopo i 30 anni, subendo un calo significativo dopo i 35 anni (50%) e più drastico dopo i 40 anni.

L’invecchiamento degli ovociti è quindi un fattore molto importante di sterilità femminile. Questo perché gli ovociti di donne non più giovanissime possono presentare una alta possibilità di presentare anomalie genetiche e nel momento della fecondazione, possono dare luogo a embrioni che presentano malformazioni. L’ISS infatti afferma che la selezione naturale elimina gran parte degli embrioni che presentano malformazioni, causando quindi un alto tasso di abortività spontanea in donne che non sono più giovanissime. Intorno ai 40 anni ad esempio la percentuale di aborti spontanei si aggira intorno al 34%, contro la percentuale di circa il 18% per le donne tra i 30 e i 39 anni.

L’età dell’utero invece sembra essere molto meno rilevante quando si parla di sterilità femminile, anche se alcuni dati statistici hanno dimostrato come ci sia una correlazione tra l’età dell’utero e l’aumento della percentuale di aborti causati spontaneamente, di embrioni cromosomicamente normali e una maggiore incidenza di casi di placenta previa, di difficoltà nel travaglio, di patologie uterine, come polipi all’endometrio e fibromi uterini.

Inoltre, è stato dimostrato come potrebbe esserci anche un aumento delle lesioni sclerotiche nelle arterie dell’utero, che anche se non hanno un diretto impatto sulla fertilità femminile, possono essere correlate a complicanze dal punto di vista ostetrico come il distacco della placenta, malpresentazione del feto, ecc.

Secondo il Ministero della Salute, le cause dell’infertilità femminile possono attribuirsi anche ad un fattore ormonale: una donna in età fertile è soggetta a fluttuazioni ormonali che avvengono periodicamente, regolando il ciclo mestruale e di conseguenza la fertilità. Alcune malattie o sindromi, come la sindrome dell’ovaio policistico (PCOS), i disordini tiroidei o una ridotta riserva ovarica possono causare alterazioni del ciclo mestruale fino ad arrivare a quadri di anovulazione (assenza di ovulazione).

 

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Un’ incidenza importante sulla sterilità femminile può essere data anche da un’anomalia della morfologia e della funzionalità delle Tube di Falloppio. I danni possono essere molteplici, i più comuni e frequenti sono le infezioni pelviche, interventi chirurgici passati, germi come la gonorrea e la Clamydia, batterio a trasmissione sessuale.

Anche l’endometriosi può essere considerata una delle principali cause dell’infertilità femminile, arrivando a pregiudicare in maniera rilevante la vita di una donna anche in altri aspetti della propria vita quotidiana.

Alcune alterazioni morfologiche o funzionali della cervice uterina, possono rendere difficoltosa la risalita degli spermatozoi verso le tube e quindi causare una difficoltà di concepimento.

Infine tra tanti altri fattori che possono incidere sull’infertilità femminile ci possono essere alcune malattie sistemiche (come diabete mellito, disordini della tiroide o altre), alcuni fattori nutrizionali, l’esposizione a sostanze tossiche, esposizione a metalli pesanti, alcune abitudini di vita come fumare, l’assunzione di alcool, droghe o stress.

Molto importante è sapere che a seguito di un carcinoma, può svilupparsi una forma di infertilità dovuta alla somministrazione dei farmaci antitumorali. Secondo recenti studi, infatti, dopo una patologia oncologica generalmente il tasso riproduttivo appare più basso rispetto alla media.

Infine, ma non meno importante, il ritardo delle cure stesse può essere un fattore di grande influenza per la sterilità femminile. Molto spesso infatti esiste una bassa conoscenza del problema da parte delle coppie, che si rivolgono all’aiuto di un medico con un ritardo notevole. Questo problema è stato riscontrato sia a livello internazionale, che a livello nazionale, mettendo in evidenza come in Italia l’intervallo fra la presa di coscienza di un problema di infertilità e la prima consultazione medica sia di circa 13 mesi.

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Soluzioni per la sterilità femminile

Per valutare lo stato di fertilità di una donna, è fondamentale per prima cosa sottoporsi ad una visita ginecologica approfondita, in modo da poter raccogliere informazioni sulla storia familiare e clinica, eseguendo anche un attento esame obiettivo generale e dei genitali.

E’importante anche fare attenzione al proprio peso, non ingrassando e non dimagrendo troppo. Sia l’obesità che la magrezza eccessiva, possono infatti influire sulla fertilità di una donna. Infatti, nelle riserve di grasso del corpo si accumula l’androstenedione, ossia un ormone che altera l’equilibrio ormonale e di conseguenza scompensa la regolazione delle mestruazioni causando infertilità. Spesso quindi è opportuno, prima di sottoporsi a terapie specifiche, recuperare il proprio peso-forma. Già questo può essere sufficiente per recuperare la propria fertilità.

Anche smettere di fumare o di bere alcolici può essere molto importante per la sterilità femminile. Le donne che fumano infatti hanno una fecondabilità molto ridotta, poiché il fumo (e sostanze tossiche quali la nicotina) può alterare la motilità tubarica, ostacolando il trasporto degli ovociti e l’incontro con gli spermatozoi. Il fumo può provocare anche un’alterazione del ciclo mestruale e modifiche all’endometrio, ostacolando l’annidamento dell’ovocita fecondato.
Per quanto riguarda il consumo di alcool, secondo l’Istituto Superiore di Sanità le donne non dovrebbero superare 1 o 2 bicchieri di una qualsiasi bevanda alcolica al giorno. L’alcool infatti può causare una minore produzione di ormoni femminili, oltre ovviamente a recare danni di altro tipo.

Necessario è controllare le infiammazioni dell’apparato genitale femminile. Sono provocate da infezioni trasmesse attraverso i rapporti sessuali come la Sifilide, la Gonorrea e la Clamydia. Quest’ultima in particolare, è molto pericolosa, poichè è molto difficile riconoscerla, in quanto asintomatica. L’infertilità può essere dovuta sia ad un effetto immediato, poiché l’infezione altera temporaneamente l’equilibrio chimico della vagina, sia ad un effetto a lungo termine qualora l’infezione sia risalita verso le tube provocandone la chiusura.

In caso ci si debba sottoporre a chemioterapia o radioterapia, è estremamente importante fare ricorso a tecniche di preservazione di fertilità,  che possono permettere di realizzare il proprio sogno di genitorialità nonostante l’impatto della patologia e delle cure chemioterapiche e radioterapiche.

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Tecniche di riproduzione assistita

Le tecniche di riproduzione assistita (pma) possono permettere alle coppie con problemi di infertilità di poter ottenere la gravidanza desiderata.

L’età media delle donne che si avvicinano a queste tecniche è in genere di 36 anni, ma si assiste ad un aumento continuo e costante delle over 40 che nel 2015 sono state oltre un terzo del totale, mentre appena dieci anni prima rappresentavano il 20%.

La fecondazione assistita in Italia è un fenomeno ormai in crescita, che negli ultimi sei anni ha registrato un aumento di quasi il 20%. Le statistiche relative alla procreazione assistita nel nostro Paese, fornite dall’Istituto Superiore della Sanità, mostrano come gli italiani che decidono di intraprendere il percorso della Pma siano sempre più numerosi.

In IVI, il più grande gruppo di riproduzione assistita al mondo, analizziamo ogni caso in maniera personalizzata e se è necessario, mettiamo a disposizione un team medico multidisciplinare (Endocrinologia, Genetica, Psicologia, Immunologia, “Unidad de Salud del Varón”, “Mama”, Chirurgia, Equipe Materno-Fetale e Pediatria) per offrire una risoluzione alla infertilità. E permettere l’avverarsi del desiderio di formare una famiglia.

In IVI da 28 anni diamo l’opportunità di usufruire delle migliori tecniche di riproduzione assistita per permettere a molte persone l’avverarsi del proprio sogno di avere un figlio.

Fonti

ISS

Ministero della Salute

OMS

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