luglio 24, 2018

Incinta a 40 anni. Cosa vuol dire?

IVI

Essere mamma a 40 anni

Gli ultimi decenni hanno visto un notevole spostamento in avanti dell’età del primo figlio di una donna e, soprattutto, sempre più donne diventare mamme intorno ai 40 anni. Rimanere incinta a 40 anni è ormai per una donna una condizione normale, dovuta in parte ai mutamenti sociali odierni e in parte a scelte di natura personale.

Secondo il più recente bilancio demografico dell’ISTAT, nel 2017 continua il calo delle nascite in atto dal 2008. Per il terzo anno consecutivo i nati sono meno di mezzo milione (458.151 -15 mila sul 2016), nuovo minimo storico dall’Unità d’Italia.

L’Istat afferma in alcuni recenti dati che in Italia le neomamme over 40 sono quasi l’8% del totale e che soprattutto fra il 2010 e il 2013 si è verificato un incremento di quasi il 12%.

Evoluzione della fertilità nella donna

L’avanzare dell’età in una donna porta ad una lenta ma inesorabile diminuzione della fertilità. Già dopo i 30 anni la fertilità di una donna si riduce, con un calo importante dopo i 35 anni di età (del 50% circa) e un calo drastico dopo i 40 anni.

Al fine di rimanere incinta a 40 anni, spesso ci si rivolge alla fecondazione assistita, che può permettere a molte donne di coronare il proprio sogno di avere un bambino. L’avanzamento dell’età, infatti, non comporta una rilevante flessione sul successo delle procedure di pma.

Perché si riduce la fertilità di una donna dopo i 40 anni?

Intorno ai 40 anni si verifica una riduzione dei follicoli a causa dell’aumento del valore dell’FSH, ossia l’ormone follicolo stimolante. Questo comporta, come effetto diretto, un processo di riduzione della riserva ovarica.

In questi casi, se dopo sei mesi di tentativi naturali non si è ottenuta una gravidanza, è opportuno rivolgersi ad uno specialista per iniziare un percorso di fecondazione assistita. Le percentuali di successo delle procedure di pma infatti sono molto alte anche superati i 40 anni. Le procedure di pma, infatti, garantiscono una percentuale di successo rilevante anche qualora si sia superato il limite dei 40 anni.

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Incinta a 40 anni. Cosa può succedere?

Intorno ai 40 anni è possibile che si verifichi un aumento di probabilità di subire una gravidanza extrauterina. L’età rappresenta un fattore di rischio anche per la possibilità che insorgano anomalie cromosomiche nel feto come la sindrome di Down che, dopo i 45 anni, a livello statistico può verificarsi in un bambino su 35. Dopo i 40 anni inoltre c’è una alta possibilità di partorire prematuramente.

L’avanzare dell’età comporta anche un aumento del rischio di patologie che possano colpire l’apparato femminile. Un esempio possono essere l’endometriosi oppure i fibromi uterini. Sfortunatamente, per una donna incinta a 40 anni può esserci un rischio maggiore di aborti e di complicanze ostetriche come il distacco della placenta.

La fecondazione assistita – quali tecniche

Come già detto, spesso la posticipazione della gravidanza è determinata da scelte di vita e lavorative difficilmente procrastinabili. Queste decisioni, di conseguenza, comportano un aumento delle richieste di fecondazione assistita ed in particolare di fecondazione eterologa.

Secondo l’ultima relazione al Parlamento sulla fecondazione assistita, si è verificato un aumento progressivo delle donne con più di 40 anni che accedono alle tecniche di procreazione assistita: nel 2016 sono il 35,2%, erano 20,7% del 2005. Rispetto ai vari trattamenti effettuati, resta costante l’età media delle donne che si sottopongono a tecniche omologhe a fresco: 36,8 anni. Nella fecondazione eterologa l’età della donna è maggiore se la donazione è di ovociti (41,4 anni) e minore se la donazione è di seme (35,2).

Preservazione della fertilità – cosa vuol dire?

Molto spesso però la maternità è una decisione che viene elaborata qualche anno prima dei 40 anni, ma che per motivi sociali, economici o di salute deve essere posticipata. E’ quindi importante che le donne conoscano le varie tecniche di preservazione della maternità.

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Vitrificazione degli ovociti – che cos’è?

Le tecniche di preservazione della fertilità permettono di procedere con la vitrificazione degli ovuli, che possono quindi venire utilizzati in seguito, quando si verifichino le possibilità concrete di avere un bambino.

Secondo un recente articolo pubblicato sulla rivista “Fertility and Sterility”, il ricorso a questa tecnica di pma presso le cliniche IVI ha fatto registrare un aumento dal 2007 ad oggi pari al 500%. L’Italia, da questo punto di vista, è il quarto paese in termini numerici per numero di donne che decidono di preservare la propria fertilità per motivi sociali ai fini di una futura procreazione assistita.

IVI – L’esperienza di 28 anni 

IVI rappresenta la realtà più all’avanguardia per le donne e le coppie che superati i 40 anni desiderino realizzare il proprio desiderio di genitorialità.

Le cliniche IVI  infatti, possono vantare di una percentuale molto alta per quanto riguarda la fecondazione eterologa: il 69% delle coppie che ricorre alla FIVET, infatti, ottiene una gravidanza dopo il primo trattamento.

L’esperienza scientifica di IVI rappresenta una garanzia anche per quanto riguarda le tecniche di preservazione della fertilità. IVI, in particolare, per quanto riguarda la crioconservazione degli ovuli è pioniere per l’uso di tecniche innovative come il “Cryotop” che consente di raggiungere percentuali di successo molto rilevanti.

IVI – i successi

IVI può contare sul maggior tasso di raggiungimento di gravidanza e sui migliori laboratori e specialisti in procreazione medicalmente assistita.  In IVI si punta costantemente sull’innovazione e sulla ricerca, proprio al fine di dare la possibilità ai pazienti di usufruire di tecniche di ultima generazione.

Dalla sua fondazione, nel 1990, in poi IVI si è affermata come il gruppo medico specializzato in procreazione medicalmente assistita più grande del mondo, pioniere in tecniche come il Test Genetico Preimpianto (TGP), la conservazione della fertilità, o lo svolgimento di trattamenti di Fecondazione in Vitro con analisi genetiche (FIV Genetic) per garantire l’impianto dei migliori ovociti.

Nel 2017, IVI si è fusa con il gruppo RMANJ e dispone di più di 70 cliniche distribuite in 13 Paesi. Questo nuovo sodalizio ha anche permesso un perfezionamento ancora maggiore nelle tecniche di pma e nei trattamenti, permettendo a IVI di offrire la garanzia ai propri pazienti di essere nelle mani migliori.

 

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