giugno 6, 2018

Le principali tecniche di fecondazione assistita: una panoramica

 

La fecondazione assistita in Italia, soprattutto negli ultimi anni, sta vivendo un vero e proprio boom in termini di numero di persone che sia affidano a questa tecnica per coronare il sogno di diventare genitori. Secondo la relazione annuale presentata dal Ministero della Salute al Parlamento nel 2017, fra il 2014 e il 2015 si è assistito a un netto aumento dei trattamenti:  le coppie trattate, infatti, sono passate da quasi 71.000 a oltre 74.000 (+4,9%), mentre i cicli effettuati sono stati protagonisti di un incremento del 4,6% .

Questi dati sono relativi sia alla fecondazione omologa, sia alla fecondazione assistita eterologa. Nel complesso, negli ultimi sei anni, la fecondazione assistita ha registrato un aumento di richieste pari quasi al 20%. Si tratta di un trend in continua crescita confermato anche dai nostri dati: in appena un anno, dal 2015 al 2016, i pazienti che hanno scelto IVI sono aumentati del 122%. In riferimento ai pazienti italiani, tra il 2011 e il 2015, i nostri esperti hanno eseguito 6.567 trattamenti, fra i quali 1.702 fecondazioni in vitro e 4.364 trattamenti di fecondazione assistita eterologa (prima vietata). È opportuno, da questo punto di vista, effettuare una panoramica sulle principali tecniche di fecondazione assistita, mettendo in evidenza le differenze sia dal punto di vista tecnico, sia in riferimento alla tipologia di pazienti ai quali queste si rivolgono.

 

L’inseminazione artificiale

Le tecniche di fecondazione assistita sono generalmente suddivise, sulla base della loro complessità, in tecniche di primo livello e tecniche di secondo e terzo livello. Nella prima categoria rientra l’inseminazione artificiale. Questa procedura prevede l’introduzione del seme maschile (precedentemente trattato in laboratorio) nella cavità uterina, contestualmente al monitoraggio dell’ovulazione, per agevolare l’incontro spontaneo dei due gameti. Rispetto alla FIV non è necessario procedere al prelievo degli ovuli della donna. Si tratta di una procedura particolarmente indicata per quelle coppie nelle quali la donna abbia problemi di ovulazione o l’uomo presenti lievi problemi di motilità o di concentrazione dello sperma. Qualora le condizioni dei pazienti presentino anomalie più marcate è opportuno, invece, procedere ad una fecondazione in vitro.

 

La fecondazione in vitro

Una delle tecniche di fecondazione assistita più diffuse in Italia è la fecondazione in vitro. Questa procedura comporta l’unione dei gameti al di fuori del corpo della donna e, successivamente, il transfer dell’embrione nell’utero. Nell’ambito della Fecondazione in vitro è possibile distinguere la tecnica FIVET (Fecondazione in Vitro con Embryo Transfer) dalla tecnica ICSI (Iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo). Quest’ultima tecnica è particolarmente indicata nei casi in cui gli spermatozoi presentino seri problemi di motilità o una morfologia carente.

 

La FIVET

La FIVET è particolarmente consigliata qualora non abbiano avuto successo precedenti tentativi di inseminazione artificiale o se la paziente presenti delle importanti lesioni alle tube di Falloppio o un’endometriosi avanzata. Qualora siano riscontrati seri problemi relativi alla qualità spermatica, la FIVET può essere anche eseguita con lo sperma di un donatore. Questa tecnica di fecondazione assistita prevede innanzitutto una stimolazione ovarica che può durare dai 10 ai 20 giorni. La fase successiva consiste nel prelievo degli ovociti in sala operatoria e mediante sedazione, della durata di circa 15 minuti. Gli ovuli prelevati vengono poi posizionati sulla piastra di coltura e circondati dagli spermatozoi, al fine di fecondarli con lo sperma del partner. Gli embrioni ottenuti vengono analizzati in laboratorio e classificati in base a morfologia e capacità di scissione. Soltanto quelli di migliore qualità saranno oggetto di un transfer nell’utero della paziente. Anche in questo caso il processo è rapido e del tutto indolore. Qualora siano riscontrati seri problemi relativi alla qualità spermatica, la FIVET può essere anche eseguita con lo sperma di un donatore. In entrambi i casi, qualora gli embrioni che non siano oggetto di transfer abbiano comunque una buona qualità, questi possono essere vitrificati in vista di un successivo ciclo di FIVET.

 

La FIV Genetic

Una fra le tecniche di fecondazione assistita più all’avanguardia è la FIV Genetic, che unisce i vantaggi della fecondazione in vitro con quelli derivanti dalla diagnosi genetica pre-impianto. Quest’analisi cromosomica consente di aumentare del 70% le percentuali di successo dopo il transfer.

 

La ICSI

L’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI) è una tecnica che rientra nella fecondazione in vitro, tanto che i primi step, come la stimolazione ovarica e il prelievo degli ovuli, coincidono pienamente con quelli della FIVET. Se, però, in quest’ultima, il contatto fra l’ovocita e gli spermatozoi pur essendo effettuato in vitro è spontaneo, con la tecnica ICSI lo spermatozoo è iniettato direttamente nell’ovocita attraverso una piccola cannula. Come nella tecnica FIVET, gli embrioni ottenuti sono classificati per morfologia e capacità di scissione e i migliori vengono trasferiti nell’utero con una cannula. Anche in questa ipotesi è possibile procedere alla vitrificazione degli embrioni di buona qualità che non sono stati oggetto del transfer. L’ICSI è particolarmente indicata qualora gli spermatozoi abbiano una scarsa qualità o se il partner maschile ha difficoltà a raggiungere l’eiaculazione o ha subito in passato una vasectomia.

 

La fecondazione eterologa: un quadro generale

Le opzioni disponibili per le coppie di fecondazione assistita in Italia sono aumentate in seguito ad una pronuncia della Corte Costituzionale del 2014 che ha consentito di superare il precedente divieto previsto dalla legge 40 alla fecondazione assistita eterologa. Una nuova frontiera per le coppie che intendono avere bambini. Secondo i dati del Ministero della Sanità soltanto nel 2015 sono 601 i bebè nati con questa procedura. Un boom confermato anche dai nostri risultati: il 62% dei trattamenti eseguiti da IVI riguarda la fecondazione eterologa.

 

La fecondazione eterologa con ovodonazione

La fecondazione eterologa è una tecnica di fecondazione assistita nella quale lo spermatozoo o l’ovulo non appartengono a uno dei futuri genitori, ma a un soggetto terzo che ha la funzione di donatore. Qualora una donna abbia un’età avanzata, un deficit ovarico, una qualità insufficiente degli ovociti o abbia subito ripetuti aborti, allora è possibile far ricorso all’ovodonazione. I criteri per selezionare la donatrice sono rigorosi: quest’ultima non può avere un’età inferiore ai 18 anni e superiore ai 35, non essere portatrice di malattie genetiche o di patologie a trasmissione sessuale ed esser in buone condizioni di salute psico-fisica. Gli ovuli donati sono fatti fecondare dagli spermatozoi del partner maschile della coppia e gli embrioni ottenuti vengono successivamente trasferiti nell’utero della ricevente.

 

La fecondazione eterologa con sperma di un donatore

Qualora i problemi di fecondità derivino dal partner maschile della coppia, come ad esempio nei casi di assenza di spermatozoi o di anomalie cromosomiche nello sperma, è possibile procedere ad una fecondazione eterologa mediante lo sperma di un donatore. I campioni oggetto della donazione sono sottoposti ad una quarantena di 6 mesi per escludere la presenza di malattie a trasmissione sessuale. Inoltre, così come per l’ovodonazione, viene ricostruita tutta la storia clinica e familiare del donatore per escludere il rischio di malattie genetiche. Dopo aver accertato il rispetto di tutti questi parametri, il campione viene destinato ad essere usato per i trattamenti di fertilità.

 

La preservazione della fertilità

I nostri scienziati ed i nostri medici hanno anche implementato tecniche di preservazione della fertilità che consentono di rimandare una gravidanza nel caso in cui la paziente abbia una patologia oncologica o qualora decida volontariamente di posticipare la maternità. Queste procedure consentono di crioconservare gli ovociti maturi per usarli in seguito, con la stessa probabilità di esito positivo presente al momento della vitrificazione. Le nostre cliniche, in particolare, sono pioniere nell’utilizzo di tecniche altamente all’avanguardia come il Cryotop, che garantiscono percentuali di successo molto elevate rispetto alle procedure tradizionali.

 

IVI: la realtà più all’avanguardia nella fecondazione assistita

I nostri specialisti saranno in grado di guidarvi nella scelta della procedura di fecondazione assistita più adatta ad ogni vostra esigenza. IVI è il leader mondiale nella riproduzione assistita e vanta risultati senza paragoni in riferimento ad ogni tecnica nel campo della procreazione assistita. I nostri centri, infatti, vantano i migliori indici di esito positivo per paziente: nove coppie su dieci che si rivolgono ad IVI riescono a diventare genitori ed inoltre, sono più di 160.000 i bambini nati grazie al supporto dei nostri medici e specialisti. La nostra leadership è confermata anche nell’ambito della fecondazione eterologa: negli ultimi dieci anni c’è stato un aumento dell’86% delle richieste di questa tecnica e le nostre cliniche possono vantare una percentuale di gravidanze con donazione di ovuli al terzo tentativo del 96%.

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2 commenti

  • Daniela says:

    Buongiorno… Io ho fatto un ciclo di stimolazione ormonale ma gli effetti collaterali sono stati molteplici: chiedevo a tal fine se esiste una tecnica senza prendere farmaci. Grazie

    • italia says:

      Buongiorno Daniela, grazie per averci contattati. Queste domande devono essere rivolte al nostro team medico, che deve esaminare la sua storia clinica. Quindi le consigliamo di prendere un appuntamento con noi. Può chiamare il numero 800 088 247 oppure compilare il modulo online “Contattaci” su ivitalia.it, per essere ricontattata da un nostro addetto. Grazie!

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