dicembre 15, 2018

Rapporti sessuali in gravidanza: la guida trimestre per trimestre

 

I nove mesi di gravidanza rappresentano un periodo molto complesso nella vita dei partner. L’entusiasmo e l’emozione per la futura nascita, spesso, è accompagnato da una serie di timori relativi all’adozione di uno stile di vita e di abitudini che non risultino nocive per il feto. In particolare, la gestazione rappresenta una fase molto critica per la sessualità all’interno della coppia. Una recente ricerca ha messo in rilievo come in moltissimi casi il sesso durante la gravidanza resti un taboo: secondo questo studio durante il primo trimestre oltre il 20% delle coppie smette completamente di fare sesso, una percentuale che raggiunge l’80% varcata la soglia del terzo trimestre.

I fattori che possono condizionare il sesso in gravidanza sono molteplici e hanno un carattere sia fisiologico, sia psicologico. La gestazione, infatti, oltre a alla complessa e fisiologica varietà di alterazioni fisiche, organiche ed endocrine, è accompagnata frequentemente da un profilo sintomatologico articolato (nausee, mal di schiena, sensazione di stanchezza, insonnia) che spesso può influire sull’attività sessuale della coppia. Dal punto di vista biologico, in particolare, gli alti tassi di progesterone tendono a comportare una riduzione del desiderio sessuale.

Secondo un’altra ricerca fra le principali cause della riduzione della frequenza dei rapporti sessuali durante questo periodo vanno annoverate anche: la riduzione della stimolazione sessuale, l’aumento della sensazione dolorosa e una diminuzione della soddisfazione sessuale

 

Il timore di causare danni al feto

A questo complesso quadro occorre aggiungere anche il timore, spesso frequente, che il sesso durante la gravidanza possa risultare nocivo per il feto. In generale, però, i medici e gli studiosi hanno rilevato come è possibile continuare una regolare attività sessuale durante tutti i novi mesi di gestazione, sia essa naturale o intervenuta per effetto della fecondazione assistita. I rapporti sessuali sono sconsigliati soltanto in alcuni casi specifici.

 

I casi nei quali è sconsigliato il sesso in gravidanza

Se generalmente il sesso in gravidanza non ha alcuna controindicazione per il feto, vi sono dei casi specifici nei quali non è possibile – o è comunque sconsigliato – avere rapporti sessuali prima del parto. Se si sono verificate minacce di aborto o di parto prematuro è opportuno sospendere l’attività sessuale. Una precauzione da adottare anche qualora alla futura mamma siano stati prescritti farmaci per controllare le contrazioni uterine o nel caso in cui il collo dell’utero si sia dilatato troppo precocemente rispetto al termine della gravidanza. L’astensione dai rapporti sessuali è anche necessaria qualora si sia verificata una rottura prematura del sacco amniotico o nel caso di placenta previa. In quest’ultima ipotesi, infatti, la placenta si sviluppa nella parte inferiore dell’utero, coprendone il collo in maniera parziale o totale. Le sollecitazioni della cervice, derivanti dai rapporti sessuali, potrebbero causarne il distacco.

 

Gli studi sugli effetti positivi del sesso durante la gravidanza

Quelli sopra illustrati sono dei “casi limite” nei quali sono sconsigliati i rapporti sessuali durante la gravidanza. Secondo le ricerche statistiche che abbiamo presentato, la riduzione dei rapporti sessuali in gravidanza si verifica soprattutto nel primo e nel terzo trimestre. Durante i primi tre mesi, in particolare, l’attività sessuale si riduce per effetto dei malesseri fisici e dei sintomi che accompagnano questo periodo, nonché per il timore relativo al buon andamento della gravidanza. Negli ultimi tre mesi, invece, l’aumento dell’ingombro fisico del pancione e le preoccupazioni per il parto imminente possono essere un deterrente a una serena attività sessuale. Generalmente, però, il sesso nel corso dei nove mesi non solo non è sconsigliato, ma secondo un recente studio pubblicato anche nelle “Linee Guida sulla gravidanza fisiologica” del Ministero della Salute, può avere importanti effetti benefici sul decorso della gestazione. Secondo questa ricerca, infatti, una frequenza di 1 o 2 rapporti sessuali alla settimana è associata a una minore incidenza di parti pretermine. Quest’ultima diminuisce ulteriormente se i rapporti sessuali sono 3 o 4 a settimana. Inoltre, il sesso durante la gravidanza ha anche la funzione, soprattutto durante l’ultimo periodo della gestazione, di preparare la muscolatura pelvica per il parto. Non va trascurato neanche l’aspetto psicologico: l’intimità fra i partner, infatti, può rafforzare un clima di serenità e rilassatezza utile per affrontare sia il parto, sia i primi mesi del bimbo.

 

L’attività sessuale in gravidanza nel primo trimestre

Come abbiamo già precisato, il primo trimestre è un periodo molto complesso, sia dal punto di vista fisico, sia sotto il profilo psicologico. L’azione degli ormoni, ed in particolare l’aumento degli estrogeni e del progesterone e la diminuzione del testosterone, può avere un’influenza negativa sul desiderio. A questo elemento ormonale si accompagna un profilo sintomatologico che spesso si caratterizza per la presenza di nausea e stanchezza. Il progesterone, però, può anche produrre un effetto positivo dal punto di vista sessuale. Quest’ormone, infatti, può portare ad un aumento dell’irrorazione sanguigna nei tessuti vaginali, rendendo la zona genitale più lubrificata e di conseguenza più sensibile.

La congestione vascolare dei tessuti genitali, da questo punto di vista, può facilitare la risposta orgasmica.

 

Il sesso nel secondo trimestre di gravidanza

Se nel primo trimestre di gravidanza possono venirsi a creare alcune manifestazioni fisiche (variazioni ormonali, nausea, vomito, indolenzimento e aumento del volume del seno) che possono essere all’origine di comprensibili diminuzioni del desiderio sessuale, il secondo trimestre di gestazione, da un punto di vista generale, è il periodo più “favorevole” per il sesso in gravidanza. La riduzione di molti sintomi fastidiosi e la sopraggiunta maggiore serenità della coppia sull’andamento della gravidanza sono dei fattori essenziali per una serena attività sessuale. Come rivelano molte statistiche questo periodo nell’80% dei casi si caratterizza per un miglioramento della sessualità di coppia sia sotto il fattore del desiderio sia per quanto concerne la soddisfazione. Sotto il profilo fisico, in particolare, si verifica un aumento della produzione ormonale di origine ovarica, associata a quella che viene sintetizzata dalla placenta. Questo incremento può portare ad un aumento del desiderio sessuale. In alcuni casi, durante il secondo trimestre, per effetto di queste variazioni la donna più sperimentare orgasmi più frequenti ed intensi.

 

Il sesso durante il terzo trimestre di gravidanza

Il terzo trimestre è sicuramente il periodo della gestazione nel quale si manifestano in maniera più evidente le modifiche fisiche nel corpo della donna. Il maggior ingombro determinato dal pancione e l’aumento della sensazione di affaticamento, unitamente alle preoccupazioni relative al parto imminente, possono fungere da deterrente per l’attività sessuale. Inoltre, la produzione di prostoglandine del liquido seminale e l’orgasmo femminile possono indurre lo sviluppo di contrazioni uterine che, soprattutto a ridosso del parto, potrebbero agevolare l’inizio del travaglio. Secondo recenti ricerche, in questo periodo circa il 75% delle coppie riporta una riduzione della vita sessuale, imputabili soprattutto alle difficoltà tipiche di questa fase, ed in particolare alla pienezza addominale, ai dolori lombari e alla sensazione di affaticamento. In generale, è consigliabile in questo periodo di evitare pressioni sul ventre durante i rapporti sessuali e modificare le posizioni del coito per evitare di schiacciare il ventre. Occorre, inoltre, precisare come il sesso in gravidanza possa essere un elemento positivo anche per il feto: in particolare gli specialisti ritengono che questo possa beneficiare degli effetti positivi correlati al rilascio di endorfine durante l’attività sessuale.

 

La nostra esperienza: una garanzia per la realizzazione del vostro sogno

I consigli, gli accorgimenti e le indicazioni fornite in questo articolo sono valide sia nel caso di gravidanza naturale, sia per quanto concerne una gestazione che si verifica in seguito a un trattamento di fecondazione assistita. IVI, in quest’ultimo caso, rappresenta una garanzia per le coppie che decidono di rivolgersi ai nostri specialisti e consentirà ai futuri genitori di affrontare la gravidanza nel modo più sereno possibile. Per i nostri specialisti ogni caso è unico, così come ogni trattamento viene modulato sulla base delle esigenze e delle problematiche individuali. IVI, dopo la fusione con l’americana RMANJ nel 2017, è diventata la più grande realtà a livello mondiale nell’ambito della medicina riproduttiva ed attualmente dispone di 65 cliniche in 11 paesi ed è in grado di rispondere alle esigenze di oltre 5.000 coppie ogni anno provenienti da 80 nazioni diverse. La prova tangibile della nostra affidabilità sono i dati certificati da un’autorità indipendente. Dall’inaugurazione della prima clinica, i nostri specialisti hanno aiutato a nascere oltre 160.000 bambini, grazie a tecniche come la fecondazione in vitro che raggiunge un tasso di gravidanza dopo tre tentativi di quasi il 90% e l’ovodonazione che si attesta a quasi il 97%.

 

Richiedi senza impegno maggiori informazioni:

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Torna all'inizioarrow_drop_up