Le ovaie sono la parte dell’apparato genitale femminile preposta alla produzione degli ormoni sessuali e degli ovuli, per le loro caratteristiche e funzioni è possibile accomunarle ai testicoli maschili. Si parla di Ovaio Policistico (PCO) quando, all’interno dell’ovaio, numerosi follicoli restano bloccati in una fase iniziale di sviluppo e assumono un aspetto simile a piccole cisti. In questa condizione l’ovaio può non produrre in modo ottimale gli ormoni necessari alla completa maturazione degli ovociti. È importante non confondere questa caratteristica con la Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS), con cui viene spesso erroneamente identificata.
Nel caso del PCO, infatti, non si tratta di una vera e propria malattia, ma di una caratteristica morfologica dell’ovaio, presente fin dalla nascita o osservabile all’ecografia, che nella maggior parte dei casi non comporta problemi di fertilità né alterazioni cliniche rilevanti.
Diversamente, la PCOS è una sindrome endocrino-metabolica, cioè una patologia complessa che può manifestarsi con alterazioni ormonali, cicli irregolari o assenti e difficoltà nell’ovulazione. Proprio per questo motivo può rendere più difficile l’ovulazione regolare e, di conseguenza, ostacolare il concepimento se non adeguatamente gestita.
Caratteristiche dell’ovaio policistico
L’ovaio policistico si caratterizza per una grande presenza di follicoli inattivi, di ridotte dimensioni, che vengono chiamati micro-cisti. L’origine di questa condizione ha carattere ginecologico, non ormonale e può essere agevolmente accertata mediante una semplice ecografia. Secondo le più recenti statistiche una donna su quattro, soprattutto in un range d’età fra i 20 e i 30 anni – soffre di ovaio policistico. In alcuni casi questa condizione può comportare difficoltà nell’ovulazione o ritardi nel ciclo. Qualora questi episodi si verifichino, appare opportuno rivolgersi a un ginecologo per valutare la condizione complessiva dell’apparato riproduttore.
La sindrome dell’ovaio policistico
L’Ovaio Policistico (PCO), nella maggior parte dei casi, non provoca disturbi rilevanti ed è considerato principalmente una caratteristica morfologica dell’ovaio.
Diversa è la Sindrome dell’Ovaio Policistico (PCOS), una patologia piuttosto diffusa tra le donne in età riproduttiva, che interessa circa il 5–10% della popolazione femminile. Questa sindrome coinvolge il sistema endocrino e può determinare un aumento di volume delle ovaie, caratterizzate dalla presenza di numerosi piccoli follicoli contenenti liquido.
Tra le manifestazioni più comuni della PCOS vi sono irregolarità del ciclo mestruale o assenza di mestruazioni, condizioni che possono rendere più difficile l’ovulazione regolare e, di conseguenza, complicare il raggiungimento o il mantenimento di una gravidanza.
La PCOS rappresenta infatti una delle principali cause di infertilità femminile, poiché è associata ad alterazioni dei livelli ormonali, tra cui FSH, LH, prolattina e testosterone, che interferiscono con il normale processo di maturazione follicolare e ovulazione.
Le cause dell’ovaio policistico
Le cause dell’ovaio policistico sono generalmente da ricercare in una predisposizione genetica, una caratteristica con la quale la donna può nascere. Le cause della sindrome delle ovaie policistiche, invece, sono generalmente sconosciute anche se medici e scienziati tendono a ritenere che un ruolo importante possa essere rivestito dall’eccesso di insulina, dal basso grado di infiammazione e da un fattore ereditario, oltre che una maggiore predisposizione nelle con basso peso alla nascita. Occorre, inoltre, precisare come pur non esistendo una definizione generalmente condivisa della sindrome delle ovaie policistiche, si ritiene che questa patologia possa essere diagnosticata quando nella donna ricorrano almeno due fra questi elementi:
- elevati livelli di androgeni
- assenza o irregolarità nelle mestruazioni
- ovaie policistiche.
Le cause della sindrome delle ovaie policistiche
In particolare, recenti studi e ricerche hanno evidenziato come l’eccesso di insulina possa essere una delle cause prevalenti della sindrome delle ovaie policistiche determinando un aumento della produzione di androgeni e interferendo, in questo modo, con la capacità di ovulare. Si è evidenziato, inoltre, come questa patologia sia riscontrata prevalentemente in donne con un basso grado di infiammazione. Questa condizione ha come conseguenza la stimolazione nella produzione di androgeni. Su questa patologia, inoltre, influisce anche il fattore ereditario: dal punto di vista statistico, infatti, una rilevante percentuale di donne affette da PCOS ha una storia familiare connessa a questa patologia.
I sintomi della sindrome delle ovaie policistiche: una panoramica generale
Se non si è ancora raggiunto un adeguato grado di certezza in riferimento alle cause della PCOS, ma sono state individuate a livello statistico le ricorrenze più rilevanti, i sintomi della sindrome delle ovaie policistiche sono senz’altro più definiti ed importanti. Generalmente i primi segnali della sindrome si manifestano già alla comparsa del menarca, ma non è da escludersi che questi possano svilupparsi anche successivamente.
I sintomi della PCOS
Tra i sintomi più diffusi della sindrome delle ovaie policistiche innanzitutto va evidenziata l’assenza totale del ciclo mestruale (amenorrea) o la presenza di un ciclo altamente irregolare (oligomenorrea). Gli elevati livelli di androgeni ed in particolare di testosterone e androstenedione, inoltre, possono comportare fenomeni come l’irsutismo su viso e petto, la perdita di capelli (alopecia), un eccesso di sebo che può manifestarsi in gravi forma di dermatite seborroica. Un’ulteriore manifestazione correlata alla PCOS consiste nella presenza di cisti multiple nella parte sottocorticale delle ovaie e in un relativo ingrossamento delle ovaie a causa di tali formazioni. Un altro sintomo della sindrome delle ovaie policistiche, correlato ai livelli di LH, è rappresentato dall’anovulazione, cioè da una disfunzione del ciclo mestruale caratterizzata dall’assenza di ovulazione. Proprio per effetto dell’anovulazione, in molti casi la PCOS può comportare problemi di fertilità e rendere difficoltosa una gravidanza.
Diagnosi della sindrome delle ovaie policistiche
L’assenza di una causa certa alla quale far risalire la sindrome delle ovaie policistiche e la presenza di una sintomatologia generalmente complessa, comporta che non esista ancora alcun test specifico in grado di consentire una diagnosi della PCOS. La diagnosi, in questo caso, è realizzata secondo un procedimento ad esclusione, diretto anche a comprendere se esiste una predisposizione genetica a questa sindrome, nonché a valutare complessivamente la storia clinica della paziente. Uno degli esami più importanti per risalire a questa patologia è sicuramente quello del sangue, che consente di accertare i livelli ormonali di estrogeni e testosterone, così come quelli di glucosio, prolattina e della tiroide. L’esame ecografico, inoltre, può consentire di valutare l’aspetto delle ovaie e il grado di spessore del rivestimento uterino.
La cura della sindrome delle ovaie policistiche
Una volta effettuata la diagnosi, qualora non sussistano problematiche rilevanti, non è necessario alcun trattamento terapeutico, ma appare opportuno regolarizzare il proprio stile di vita, ad esempio prediligendo alimenti a basso contenuto di zuccheri. Qualora, invece, si rilevi una connessione fra la diagnosi e la persistenza di rilevanti problemi di salute, il primo passo è generalmente diretto ad affrontare i singoli sintomi che si sono venuti a manifestare nel corso del tempo. Innanzitutto, qualora venga riscontrata amenorrea od oligomenorrea, appare opportuno un trattamento farmacologico con somministrazione di estrogeni e progestinici, che possano consentire una diminuzione degli androgeni. In alcuni casi, soprattutto qualora vengano riscontrati elevati livelli di glucosio, il medico può prescrivere anche la metformina – utilizzata generalmente per il diabete di tipo 2 -, che può comportare effetti positivi sulla regolarità delle mestruazioni. Qualora la sindrome delle ovaie policistiche sia correlata ad una difficoltà nel rimanere incinta, il medico può ritenere opportuno un trattamento farmacologico a base di FSH e LH a supporto dell’ovulazione.
La PCOS e la gravidanza
La sindrome delle ovaie policistiche, che colpisce all’incirca il 20% delle donne, è una fra le principali cause di infertilità femminile perché può comportare, come abbiamo già spiegato, l’anovulazione, l’irregolarità o l’assenza delle mestruazioni. In questi casi, qualora la terapia farmacologica non produca effetti rilevanti, per ottenere una gravidanza la soluzione più opportuna è quella di avviare un percorso di fecondazione assistita. La presenza di ovaie policistiche può aumentare il rischio di complicazioni durante la gravidanza, come il diabete gestazionale, l’aborto spontaneo e i parti pre-termine, soprattutto nei casi di obesità della gestante.
La fecondazione assistita nei casi di PCOS
I trattamenti di fecondazione assistita nel caso di donne che presentino PCOS, sono attentamente definiti rispetto al singolo caso. L’equipe medica, ripetuti gli accertamenti che conclamino la presenza della PCOS, provvederà a stilare un protocollo scientifico che possa essere ad hoc per la futura mamma e che vada ad incontrare anche le esigenze di monitoraggio costante della crescita ed evoluzione follicolare con tecniche che sono il fiore all’occhiello di IVI e che contribuiscono a rendere questo uno dei centri più all’avanguardia a livello mondiale.
Alimentazione e stili di vita influenzano la PCO
Prediligere un’attività fisica regolare evitando la sedentarietà, possono aiutare a controllare il peso corporeo. Evitare quindi l’assunzione di alcolici, abolire il fumo di sigaretta, e seguire un’alimentazione varia e ben equilibrata rispetto al proprio dispendio energetico, limitando l’apporto di zuccheri semplici e favorire quello di alimenti a basso indice glicemico, come cereali integrali, legumi e verdura, rappresentano stili di vita positivi in grado di aiutare l’equilibrio ormonale.
I successi di IVI
Le nostre cliniche garantiscono una gravidanza a oltre il 90% delle pazienti che si sottopongono a un trattamento di fecondazione assistita. Rappresenta un importante incoraggiamento anche per le donne che soffrono di sindrome delle ovaie policistiche e hanno difficoltà correlate a questa patologia nell’ottenere una gravidanza. Queste pazienti possono rivolgersi ai nostri centri per coronare il proprio sogno di maternità. Ogni programma di fecondazione assistita è personalizzato sulla paziente ed è preceduto da un’accurata visita finalizzata ad accertare la storia clinica della paziente e a valutare la necessità di ulteriori analisi. Una volta definito il quadro clinico, i nostri medici consiglieranno il percorso più adeguato per raggiungere con successo una gravidanza. IVI, inoltre, dispone di un’unità di sostegno psicologico dedicato ai pazienti che soffrono di infertilità per garantire anche un sostegno emotivo e morale che aiuti i pazienti a valutare, con assoluta serenità a libertà, la scelta del percorso più adatto alla loro condizione.
FAQ
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Qual è la differenza tra ovaio policistico (PCO) e sindrome dell’ovaio policistico (PCOS)?
L’ovaio policistico (PCO) è una condizione ecografica in cui le ovaie presentano numerose piccole cisti ma senza sintomi rilevanti. La sindrome dell’ovaio policistico PCOS, invece, è una vera e propria sindrome clinica che comporta alterazioni ormonali, metaboliche e mestruali. Per la diagnosi di PCOS devono essere presenti almeno due dei criteri stabiliti dalla comunità scientifica: irregolarità mestruali, segni di iperandrogenismo o ovaie policistiche.
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L’ovaio policistico impedisce di rimanere incinta?
Molte donne con PCOS hanno problemi di ovulazione, che possono ridurre la fertilità. Tuttavia, la PCOS non esclude la possibilità di rimanere incinta: con i giusti trattamenti e un supporto specialistico è possibile affrontare con successo anche questo aspetto. Esistono farmaci specifici per stimolare l’ovulazione che spesso è la prima scelta nelle donne con PCOS. Se i farmaci non sono sufficienti, ci sono anche tecniche di procreazione medicalmente assistita (PMA), con ottime possibilità di successo.
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Avere le ovaie policistiche all’ecografia vuol dire avere la PCOS?
No, e questo è uno dei malintesi più comuni. L’aspetto “policistico” delle ovaie può comparire anche in donne sane, soprattutto in età giovane, ed è solo uno dei criteri diagnostici: serve una valutazione più completa. Non tutte le donne affette da PCOS presentano ovaie policistiche, e non tutte le donne con cisti ovariche sono affette da PCOS.
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Si può curare la PCOS? Esiste una terapia definitiva?
Non esiste una cura risolutiva per l’ovaio policistico, ma sono disponibili diversi trattamenti per tenere sotto controllo i sintomi. Per esempio, l’assunzione di anticoncezionali ormonali consente di regolarizzare il ciclo e migliorare l’acne e l’irsutismo. Possono essere prescritti anche farmaci antiandrogeni e medicinali a base di metformina per abbassare i livelli di insulina e di androgeni e favorire l’ovulazione. Il trattamento va sempre personalizzato in base all’età, ai sintomi e al desiderio di gravidanza.
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Alimentazione e stile di vita influenzano la PCOS?
Sì, in modo significativo. Una dieta equilibrata e attività fisica regolare possono ridurre l’insulino-resistenza, migliorare l’ovulazione e aiutare a controllare il peso. Un’alimentazione equilibrata e a basso indice glicemico è fondamentale per migliorare la sensibilità all’insulina, il profilo ormonale e la fertilità, mentre l’attività fisica regolare aiuta a tenere sotto controllo i sintomi metabolici.
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È possibile migliorare la fertilità in modo naturale con la PCOS?
In alcuni casi sì. Modifiche dello stile di vita, come perdita di peso (se necessario), attività fisica regolare e una dieta equilibrata, possono favorire il ripristino dell’ovulazione spontanea e migliorare la fertilità.
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La PCOS influisce sulla gravidanza?
Le donne con PCOS possono avere un rischio leggermente maggiore di complicanze in gravidanza, come diabete gestazionale o preeclampsia. Tuttavia, con un adeguato monitoraggio medico, molte donne portano avanti gravidanze sane.
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Quando rivolgersi a uno specialista?
È consigliabile consultare uno specialista se si hanno cicli irregolari persistenti, difficoltà a concepire dopo 6-12 mesi di tentativi, oppure sintomi come acne severa o eccessiva peluria. Una diagnosi precoce può aiutare a gestire meglio la condizione.
Dr. Antonio Pellicer
Il Professor Pellicer è membro del Comitato Esecutivo della ESHRE (European Society of Human Reproduction and Embryology) e della International Federation of Fertility Societies. È stato Presidente della Società Spagnola di Fertilità dal 1994 al 1996. Attualmente è membro della Commissione Nazionale di Riproduzione Umana Assistita. È autore di più di 200 capitoli di libri e di più di 650 articoli pubblicati in riviste nazionali e internazionali, ha presentato piu di 400 conferenze nell’ambito di congressi nazionali e internazionali. È Co-Editore della Rivista Fertility & Sterility ed è membro dei consigli editoriali di varie società scientifiche.
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