novembre 29, 2019

Bere caffè incide sulla fertilità

Bere caffè incide sulla fertilità
DIRETTRICE IVI ROMA
Daniela Galliano
MD, PhD
Centro IVI Roma s.r.l.

 

L’infertilità, secondo una definizione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, è una patologia che si esplica nell’assenza di una gravidanza dopo un periodo di 12/24 mesi caratterizzato da rapporti mirati non protetti. Questo problema colpisce praticamente in egual misura (30%) uomini e donne e nel complesso coinvolge circa il 15% delle coppie. Oltre alla presenza di patologie pregresse che possono avere un ruolo determinante sulla salute riproduttiva dell’uomo e della donna, la fertilità può essere minacciata anche da fattori ambientali e da scorrette abitudini di vita o alimentari. Recenti ricerche, in particolare, hanno evidenziato come il consumo di caffè o di bevande contenenti caffeina possa incidere in maniera negativa sulla fertilità sia maschile, sia femminile. Questi studi, in particolare, si sono concentrati su test che coinvolgessero soggetti abituali consumatori di grosse quantità di caffè, mentre sembrano escludere rischi per la capacità riproduttiva nel caso di un consumo moderato.

 

La caffeina

La caffeina è un composto chimico presente in maniera naturale nel caffè, nel cacao e nelle foglie di tè. Questa sostanza è ampiamente utilizzata anche nelle bevande energetica. Il consumo della stessa ha l’effetto di stimolare la funzionalità del sistema nervoso centrale. Oltre agli effetti positivi, il Ministero della Salute ha evidenziato anche alcuni effetti negativi, correlati in particolare ad un uso eccessivo di bevande che la contengono. In particolare, il consumo smodato può comportare disturbi del sistema nervoso centrale, come insonnia, ansia ed alterazioni del comportamento e, sul lungo termine, anche problemi cardiovascolari. Molti studi si sono anche soffermati sugli effetti negativi del consumo di caffeina in gravidanza e hanno evidenziato come questa possa determinare un ridotto sviluppo del feto. Soltanto recentemente, però, l’attenzione degli scienziati si è anche rivolta alla relazione fra consumo di bevande contenenti caffeina e infertilità.

 

La ricerca condotta dall’Università del Nevada

Bere caffè incide sulla fertilità? A questa domanda di partenza hanno cercato di rispondere moltissimi ricercatori. Gli scienziati della Nevada School of Medicine hanno realizzato, in quest’ambito, uno studio che ha correlato il consumo di prodotti a base di caffeina con la capacità riproduttiva. E sono riusciti a dare una risposta: sì, bere caffè può incidere sulla fertilità qualora si tratti di un consumo smodato.

 

Il possibile effetto negativo della caffeina sulla funzionalità delle Tube di Falloppio

Lo studio, pubblicato sul British Journal of Pharmacology e intitolato Inhibitory effect of caffeine on pacemaker activity in the oviduct is mediated by cAMP‐regulated conductances, si è basato su una serie di esperimenti condotti su topi da laboratorio. I ricercatori hanno testato l’effetto della caffeina sulla funzionalità delle Tube di Falloppio degli animali e hanno rilevato come le sostanze contenenti questa molecola possono interferire con la motilità contrattile delle tube, rendendo più difficoltoso il concepimento. Se i muscoli delle Tube non hanno difficoltà a contrarsi, infatti, possono verificarsi problemi nel trasporto dell’ovocita al loro interno e, di conseguenza, questo può compromettere il concepimento.

 

L’effetto della caffeina sulle contrazioni delle Tube

I ricercatori statunitensi hanno, in particolare, evidenziato come un eccesso di caffeina possa causare un’alterazione della distribuzione delle cariche elettriche sulle tube e alterare, di conseguenza, la normale funzionalità della muscolatura liscia. Nello specifico, il caffè inciderebbe sulla fertilità perché interferirebbe con il funzionamento delle cosiddette cellule pacemaker, ossia quelle cellule che coordinano l’attività delle cellule muscolari presenti sulle pareti delle tube.

 

Quante tazzine al giorno?

Ma qual è il limite giornaliero di consumo entro il quale non si verificherebbero problemi di fertilità? Uno studio olandese effettuato su donne con difficoltà a rimanere incinte evidenziava come il consumo di oltre quattro tazzine di caffè al giorno riduceva la loro capacità riduttiva di circa il 25%. Un altro studio, condotto su pazienti fra i 25 e i 44 anni, aveva rilevato che un consumo superiore a 500 mg di caffeina al giorno era correlato a un lasso di tempo più lungo per raggiungere una gravidanza. Un’altra ricerca statunitense aveva sostenuto che un consumo superiore ai 300 mg al giorno determinasse un decremento del 27% delle chance di concepire.

L’assunzione di caffeina e la fertilità maschile

Se lo studio dei ricercatori del Nevada si è incentrato sulla correlazione fra assunzione di caffeina e infertilità femminile, un’altra ricerca condotta da un team italiano e intitolata Coffee and caffeine intake and male infertility: a systematic review, ha studiato la correlazione fra consumo di caffè e fertilità maschile. In particolare, i ricercatori hanno evidenziato come il consumo di questo tipo di bevande possa incidere sulla funzione riproduttiva maschile per effetto di danni al DNA dello sperma.

 

L’effetto della caffeina sul DNA dello sperma

Lo studio mette in evidenza come l’assunzione di caffeina, soprattutto in associazione anche con l’uso di alcol, possa comportare come effetto la presenza di anomalie cromosomiche nel DNA dello sperma. Un consumo eccessivo di caffè, inoltre, è relazionato a rotture del DNA. L’eccesso di caffeina è stato anche correlato ad ipotesi di oligospermia, ossia di presenza nell’eiaculato di una quantità di spermatozoi inferiori alla norma. In particolare, uno studio, intitolato Risk factors for unexplained dyspermia in infertile men: a case-control study, ha messo in evidenza come il rischio di oligospermia aumenti con l’aumentare del numero di tazzine di caffè assunte ogni giorno.

 

IVI: la soluzione migliore contro i problemi di fertilità

IVI è la risposta più adeguata ad ogni problema di infertilità a prescindere da quale sia la causa che lo ha determinato. Le nostre cliniche, infatti, sono la punta di diamante della medicina riproduttiva a livello mondiale. Un’affermazione ampiamente confermata dai risultati: solo nel 2018 sono stati effettuati oltre 54.000 trattamenti. Sono oltre 160.000 i bambini nati grazie all’impegno, alla professionalità e all’attenzione alle nuove frontiere della tecnologia di IVI. Le possibilità di una gravidanza, nelle nostre cliniche, raggiunge la percentuale del 95,2% entro il terzo tentativo nel caso di FIV-ICSI e sfiorano il 100%, sempre entro il terzo tentativo, nel caso di fecondazione eterologa con donazione di ovociti.

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