febbraio 19, 2020

Pianificazione della gravidanza: quando iniziare, cosa fare e perché è importante

Per il Comitato editoriale Blog IVI

DIRETTRICE IVI ROMA
Daniela Galliano
MD, PhD
Centro IVI Roma s.r.l.

 

 

La gravidanza è un evento che può verificarsi in maniera non programmata ma che, nella maggior parte dei casi, è anche frutto di un’organizzazione e di una pianificazione che interviene su vari aspetti della vita di una coppia. Da quello lavorativo, a quello “logistico” relativo alla scelta dell’abitazione e di tutti gli altri elementi che accompagneranno i futuri genitori e il bimbo, decidere di creare una famiglia significa anche fare spazio, fisico e psicologico, al figlio che arriverà. Il calcolo di una gravidanza appare, inoltre, molto importante per aumentare le probabilità di concepimento e per ridurre eventuali problematiche relative alla salute del nascituro. Inoltre, la programmazione di una gravidanza può permettere alla coppia di eliminare, a tempo debito, una serie di cattive abitudini come il fumo, il consumo di alcolici o un’alimentazione inadeguata che potrebbero avere effetti negativi sul feto e sul neonato. Programmare una gravidanza, quindi, ha una serie di importanti implicazioni sia sul versante psicologico, sia sotto l’aspetto della salute fisica.

I tempi medi per una gravidanza e il periodo preconcezionale

Secondo una recente ricerca del Ministero della Salute, una percentuale variabile dal 50% al 75% di coppie che desiderano avere un bambino riescono ad ottenere una gravidanza entro un termine di sei mesi. Il periodo che intercorre tra il momento in cui la coppia inizia a avere rapporti non protetti e il giorno del concepimento viene definito come periodo preconcenzionale. Si tratta di una fase essenziale per la salute del bimbo e della madre perché normalmente la donna si accorge di una gravidanza soltanto quando l’embrione ha già 2/3 settimane di sviluppo.

La pianificazione per aumentare le probabilità di una gravidanza

Decidere di avere un bambino e pianificarne il concepimento può consentire un aumento sensibile delle possibilità di rimanere incinta. In particolare, il calcolo settimanale del periodo fertile, può favorire l’insorgere di una gravidanza in tempi relativamente brevi. Ovviamente, si tratta di una valutazione che non determina l’assoluta certezza di una gestazione, anche perché la finestra di massima fertilità di una donna può variare anche in maniera sensibile da persona a persona. Generalmente, se le mestruazioni si presentano con regolarità, l’ovulazione avviene in un lasso di tempo che varia dai tredici ai quindici giorni prima del flusso mestruale successivo. Il periodo fertile, da questo punto di vista, non coincide soltanto con questo breve arco temporale, ma riguarda anche i giorni che seguono o precedono immediatamente l’ovulazione. Ad esempio, se il ciclo si verifica ogni 28/30 giorni, il periodo fertile oscillerà fra il dodicesimo e il sedicesimo giorno del ciclo, mentre nelle ipotesi di un ciclo più frequente (ad esempio ogni 22/25 giorni) il periodo fertile sarà fra il nono e il dodicesimo giorno.

L’importanza del consulto preconcezionale prima della pianificazione

Il calcolo della gravidanza e la relativa pianificazione consentono alla coppia di assumere tutta una serie di precauzioni e cautele tali da permettere un buon esito della gestazione. In particolare, un consulto preconcezionale può permettere di ridurre in maniera importante sia i rischi per il feto, sia per la futura mamma. Questa visita, ad esempio, può consentire alla coppia di valutare l’opportunità, qualora non le abbia ancora effettuate, di procedere alle vaccinazioni per malattie esantematiche (come rosolia, varicella, etc.) che se contratte in gravidanza potrebbero comportare gravi malformazioni per il feto. Questo consulto, inoltre, permette la raccolta di una serie di informazioni sulla “storia clinica” della coppia e sullo stato di salute dei partner per valutare, ad esempio, la familiarità con patologie genetiche o metaboliche.

Gli accertamenti consigliati prima di una gravidanza

Il medico, inoltre, potrà indicare appositi accertamenti per valutare se la donna risulti protetta contro il citomegalovirus e la toxoplasmosi. Qualora la paziente non risulti protetta verranno anche indicate le opportune cautele igieniche per evitare di contrarre queste patologie. Fra gli esami che possono rivelarsi importanti in questa fase c’è anche l’emocromo, diretto ad evidenziare la presenza di un’eventuale anemia. Il colloquio è normalmente seguito da una visita ginecologica e da un pap test e da una serie di consigli per ridurre al minimo i possibili fattori di rischio riproduttivo.

L’importanza dell’assunzione di acido folico nella fase di pianificazione della gravidanza

Una delle precauzioni generalmente più diffuse e consigliate per la coppia che decide attraverso un calcolo di pianificare una gravidanza consiste nell’assunzione di acido folico. Si tratta di una vitamina che assume un ruolo essenziale per la corretta produzione di DNA e ha la funzione di prevenire eventuali disturbi nervosi. In particolare, l’acido folico svolge un’azione preventiva contro la spina bifida, una grave malformazione della colonna vertebrale che determina un’apertura delle vertebre tale da lasciar scoperto il midollo spinale. Secondo svariate ricerche è emerso come questa malformazione sia correlata ad una carenza dell’acido folico nell’organismo materno. Occorre, inoltre, precisare come la programmazione di una gravidanza e un adeguato consulto medico sia essenziale per valutare quali farmaci sospendere in vista del concepimento perché potenzialmente dannosi al feto. In questo elenco rientrano gli anticoagulanti utilizzati per terapie prolungate, farmaci antiepilettici, ormoni ad azione androgena, litio, antibiotici e farmaci contro l’ipertensione.

Se la gravidanza non arriva, rivolgersi a specialisti come IVI

Qualora trascorra un lasso di tempo superiore a 12 mesi (6 mesi se la donna ha superato i 35 anni) e la gravidanza programmata tardi ad arrivare, sarebbe consigliabile rivolgersi ad uno specialista di infertilità, con cui capire se vi possano essere dei problemi e se sia il caso di intraprendere un percorso di Fecondazione Assistita. Nelle nostre cliniche 9 coppie su 10 riescono ad ottenere una gravidanza grazie a trattamenti come la FIV-ICSI che permette una percentuale di successo del 71,3% o alla fecondazione eterologa con donazione di ovociti che ha un tasso di successo del 79,6%. I bambini nati grazie alla nostra esperienza sono più di 200.000 e, ogni anno, le nostre strutture realizzano complessivamente quasi 60.000 trattamenti. Dati che confermano IVI come la realtà leader a livello mondiale nell’ambito della medicina riproduttiva.

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