novembre 20, 2020

Ovaio Policistico: come scoprirlo e che fare

Per il Comitato editoriale Blog IVI

 

La funzione delle ovaie nell’ambito dell’apparato genitale femminile è quella di produrre ormoni sessuali e cellule uovo. In alcuni casi, però, si possono verificare delle alterazioni in cui i follicoli assumono la conformazione di piccole cisti e l’organo non è in grado di consentire la produzione di quegli ormoni che risultano necessari per la maturazione degli ovuli. In questa circostanza si parla comunemente di ovaio policistico. Questa condizione è molto diffusa in quanto colpisce una percentuale di popolazione femminile che raggiunge il 20% delle donne in età fertile. Se in molti casi la presenza di un ovaio policistico non incide sull’ovulazione e sulla fertilità, in altre circostanze questa può sfociare nella cosiddetta “sindrome da ovaio policistico” ed essere causa dell’assenza o dell’irregolarità dei cicli mestruali e, di conseguenza, comportare gravi problematiche relative alla fertilità a causa della mancanza dell’ovulazione.

Le ovaie: caratteristiche e funzionalità

Le ovaie sono organi situati nelle pelvi ed uniti all’utero e alle tube per mezzo di fasci fibrosi. Queste hanno la funzione di produrre ormoni estrogeni e progestinici e di sovrintendere all’attività riproduttiva. L’incremento nella produzione estrogenica, che si verifica in coincidenza con la pubertà, rappresenta il primo stimolo alla base del ciclo riproduttivo. Nella regione corticale delle ovaie si verifica la maturazione dei follicoli, ossia di strutture che contengono ciascuna una cellula uovo. In questo processo più follicoli sviluppano il processo produttivo, ma soltanto uno, al termine del processo, riuscirà a liberare la cellula uovo che potrà essere fecondata da uno spermatozoo.

Le ovaie policistiche

Nel caso di ovaio policistico il processo appena descritto può subire delle “interferenze”, in quanto quest’organo potrebbe non essere in grado di produrre gli ormoni necessari per la maturazione degli ovuli. La conseguenza, da questo punto di vista, è che alcuni follicoli possano rimanere allo stadio di cisti e non svilupparsi in maniera sufficiente per rilasciare gli ovociti maturi. Le ovaie policistiche, in sostanza, sono contraddistinte dalla presenza di piccoli follicoli che si accumulano nelle ovaie. Questa, non in casi rari, è una condizione  data da una predisposizione genetica.

La distinzione fra ovaie policistiche e sindrome dell’ovaio policistico

Le ovaie policistiche rappresentano una condizione di carattere ginecologico che può essere verificata attraverso una semplice ecografia e che colpisce circa una donna su quattro. Normalmente questa condizione non comporta rilevanti problematiche e va distinta dalla sindrome dell’ovaio policistico che rappresenta, invece, una vera e propria patologia che coinvolge il sistema endocrino. Questa sindrome è strettamente correlata ad un’irregolarità o ad una totale assenza del ciclo mestruale e rappresenta una delle più diffuse cause di infertilità femminile.

La definizione del Ministero della salute di sindrome dell’ovaio policistico

Il Ministero della Salute ha indicato nel dettaglio quali siano le caratteristiche più diffuse della sindrome dell’ovaio policistico (PCOS). Questa patologia si contraddistingue per un ingrossamento delle ovaie, per la presenza di cisti multiple e per alterazioni di rilievo a livello metabolico. Una condizione che colpisce circa il 10% delle donne e che si esterna attraverso un’alterazione delle funzionalità riproduttive per effetto dell’aumento degli ormoni maschili. Le cause di questa patologia sono generalmente correlate ad una predisposizione genetica. Di recente i nostri ricercatori di IVI Siviglia hanno realizzato una ricerca pubblicata sulla rivista Journal of Assisted Reproduction & Genetics sulle possibili cause della PCOS, individuando nelle pazienti coinvolte nello studio importanti alterazioni dei livelli di neurochinina B e kisspeptina. Una scoperta che potrebbe consentire lo sviluppo di una terapia farmacologica mirata.

I sintomi della sindrome dell’ovaio policistico

Questa sindrome si manifesta attraverso una distinta varietà di sintomi. Il profilo sintomatologico più ricorrente si esterna attraverso amenorrea (l’assenza del ciclo mestruale), oligomenorrea (irregolarità del ciclo), irsutismo (per la maggior produzione di ormoni maschili) e infertilità. Secondo moltissimi ricercatori i criteri fondamentali per individuare la sindrome dell’ovaio policistico sono l’anovulazione cronica (ciclo mestruale in cui non si verifica il rilascio di un ovocita), iperandrogenismo e assenza di altre patologie che possano giustificare i sintomi predetti. Anche se non esiste una definizione condivisa a livello globale relativa alla PCOS si ritiene, da un punto di vista generale, che questa patologia possa essere diagnosticata se ricorrano almeno due fra queste connotazioni: livelli elevati di androgeni, assenza o irregolarità del ciclo mestruale, ovaie policistiche.

La sindrome dell’ovaio policistico e l’infertilità

La sindrome dell’ovaio policistico rappresenta una delle principali cause di infertilità femminile. Questa patologia, nella maggior parte dei casi, può essere trattata farmacologicamente e, di conseguenza, è possibile superare mediante l’impiego di farmaci le problematiche connesse al mancato concepimento. Uno dei principali approcci terapeutici comporta l’utilizzo del clomifene citrato, un presidio utilizzato per indurre l’ovulazione attraverso un’azione di stimolo nella produzione delle gonadotropine. Anche la metformina, comunemente utilizzata nel trattamento del diabete, si è rivelata efficace nel trattamento della PCOS. Se l’approccio farmacologico non risulta sufficiente è possibile far ricorso ad un intervento chirurgico come il drilling ovarico, diretto a praticare piccoli fori sulla superfice ovarica al fine di determinare una minor riduzione della produzione di androgeni.

IVI: la scelta più importante per i problemi di fertilità

I nostri trattamenti di procreazione medicalmente assistita nei casi di sindrome dell’ovaio policistico sono definiti ad hoc, caso per caso. IVI, in queste ipotesi, procederà ad un monitoraggio costante della crescita follicolare mediante l’impiego di tecniche che hanno reso la nostra realtà il punto di riferimento a livello mondiale nella medicina riproduttiva. Tutte le nostre strutture inoltre, per tutelare la salute in un periodo di emergenza sanitaria correlato al COVID-19, adottano un rigidissimo protocollo di sicurezza. Il primo triage viene effettuato telefonicamente e prima dell’ingresso nelle nostre cliniche vengono adottate misure ad hoc per prevenire ogni eventuale rischio.

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