marzo 2, 2019

Astenospermia o scarsa motilità degli spermatozoi ed infertilità maschile

Astenospermia

L’Italia, nelle statistiche europee è uno dei fanalini di coda per indice di natalità del vecchio continente. Secondo recenti dati dell’Istat, nel nostro paese nel 2018 ci sono state 9.000 nascite in meno rispetto all’anno precedente e nell’arco di dieci anni (dal 2008 al 2018) risultano 128.000 nascite in meno. Oltre a ragioni sociali o scelte di vita, uno dei principali motivi di questo calo è da individuare nell’incremento dei casi di infertilità. Secondo uno studio su 300.000 matrimoni all’anno circa il 20% delle coppie non riesce ad ottenere una gravidanza dopo 12 mesi di rapporti mirati non protetti. Le cause sono ripartite statisticamente in maniera equa fra fattore femminile e maschile. Tuttavia, negli ultimi 10-15 anni si è assistito ad un rilevante aumento dei casi di infertilità maschile. Quest’ultima, infatti, coinvolge circa il 10% della popolazione e ha come fattore prevalente, da un punto di vista generale, le alterazioni dei parametri del liquido seminale con una conseguente incapacità del seme maschile di fecondare l’ovocita. Fra le cause più rilevanti, da questo punto di vista, è da annoverare la astenospermia che consiste in una condizione di alterazione del liquido seminale che si caratterizza per una scarsa motilità degli spermatozoi.

 

La differenza con l’aneiaculazione

Prima di trattare nel dettaglio l’astenospermia occorre distinguerla da altre forme di alterazioni che coinvolgono la fase dell’eiaculazione o il liquido seminale. Sotto il primo profilo, occorre annoverare l’aneiaculazione che consiste nell’assenza completa di eiaculazione retrograda o anterograda con la conservazione della sensazione di orgasmo. Quest’ultima può avere un’origine nervosa, farmacologica (come conseguenza dell’assunzione di antidepressivi o antipsicotici) o fisiologica, se per esempio è determinata da un’occlusione congenita od acquisita dei dotti eiaculatori. Le cure dell’aneiaculazione sono correlate alla natura del disturbo che ha determinato questa alterazione.

La differenza con altre forme di alterazioni del liquido seminale – L’astenospermia, inoltre, deve essere distinta da altre forme di alterazioni del liquido seminale, che possono essere all’origine di infertilità maschile e con la quale potrebbe essere confusa. Fra queste va annoverata l’aspermia che si concreta nell’assenza di eiaculato spesso determinata da eiaculazione retrograda. Questa alterazione, nella maggior parte dei casi, è la conseguenza di un intervento chirurgico. L’azoospermia, invece, consiste nell’assenza totale di spermatozoi nell’eiaculato e si distingue in non ostruttiva (o secretoria) e ostruttiva (o escretoria). Nel caso di azoospermia non ostruttiva, le cause generalmente sono di carattere genetico, mentre nella seconda ipotesi gli spermatozoi non sono assenti, ma restano bloccati nella sede di produzione. I nostri ricercatori spagnoli, grazie all’impiego rivoluzionario del Micro-TESE sono riusciti a sviluppare una tecnica di recupero degli spermatozoi nei pazienti affetti da azoospermia non ostruttiva, che in passato era considerata uno dei principali ostacoli alla fertilità maschile. L’ultima alterazione che deve essere distinta dall’astenospermia è l’oligospermia che si verifica nelle ipotesi in cui la concentrazione degli spermatozoi sia inferiore a 20 milioni/ml e che assume un carattere severo se questa è inferiore a 3 milioni/ml.

 

Le caratteristiche dell’astenospermia

L’astenospermia consiste in una condizione di ridotta motilità degli spermatozoi. Questo termine, di origine greca, significa letteralmente “mancanza di forza nel seme”. Da un punto di vista medico e clinico, questa alterazione viene rilevata qualora il numero di spermatozoi che sono contenuti nell’eiaculato è inferiore al 50% o se quelli che si muovono con una buona velocità e seguono una traiettoria rettilinea sono inferiori al 25%. Questa alterazione, inoltre, può essere distinta in complessa o semplice. La prima classificazione ricorre qualora l’astenospermia sia associata ad altre condizioni di alterazione del liquido seminale come l’oligospermia. Questa, invece, è considerata semplice qualora è determinata da cause che possono essere anatomiche, infettive, immunologiche, determinate da alterazione dei parametri del liquido seminale, da alterazioni di natura chimica, biochimica o del DNA mitocontriale. Inoltre, l’astenospermia può anche essere classificata sulla base della gravità in modesta, discreta o severa. Generalmente, dopo una o due ore dall’eiaculazione, negli uomini che non sono affetti da questa alterazione la motilità progressiva deve risultare almeno pari al 50%. Qualora questa rientri, invece, in un range fra il 30% e il 40% si parla di astenospermia modesta. Se la motilità, invece, è compresa fra il 20% e il 30% questa condizione è considerata come discreta. Qualora i parametri risultino inferiori al 20%, questa condizione viene considerata come severa. Occorre precisare che, in questi casi, le problematiche connesse all’infertilità maschile sono proporzionate alla gravità dell’alterazione.

 

Una panoramica sulle cause dell’astenospermia

Come abbiamo precisato le cause di questa disfunzione possono essere molteplici. In particolare, e nella maggior parte dei casi, l’alterazione può essere determinata da infiammazioni (ad esempio orchiti) o da patologie che interessano il sistema vascolare del testicolo come il varicocele. L’astenospermia, inoltre, può essere determinata da malformazioni di carattere congenito o da precedenti infezioni, come la gonorrea, che hanno colpito l’apparato genitale. Questa disfunzione colpisce, inoltre, frequentemente gli ex pazienti oncologici ed è una delle possibili conseguenze di trattamenti come la chemioterapia o la radioterapia. Questa condizione può anche essere determinata dalla presenza di anticorpi antispermatici prodotti in seguito ad eventi traumatici che hanno coinvolto i testicoli. Anche uno stile di vita non adeguato può influenzare la motilità degli spermatozoi: questa condizione, infatti, è stata rilevata di frequente in soggetti che fanno un uso eccessivo di alcol, che utilizzano droghe o che non seguono uno stile alimentare corretto. Da quest’ultimo profilo, gli studiosi hanno rilevato come i soggetti che assumono con la dieta adeguate quantità di vitamina E, D, C, zinco, acido folico, selenio e fibre hanno una riduzione del 51% del rischio di astenospermia.

 

La diagnosi

L’esame più diffuso e indicativo per valutare le alterazioni del flusso seminale, compresa l’astenospermia, è lo spermiogramma. Quest’analisi comprende la valutazione di parametri macroscopici e microscopici dell’eiaculato. I parametri ottenuti devono essere raffrontati a quelli indicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. La valutazione della motilità spermatica viene effettuata al massimo entro un’ora dall’eiaculazione e tiene conto anche di alcuni indicatori biochimici di funzionalità prostatica e vescicolare. Per escludere la presenza di infezioni del tratto riproduttivo che possono essere all’origine di un danno agli spermatozoi, normalmente viene anche eseguita una spermiocoltura e/o un’urinocoltura.

 

La cura

La possibile ricorrenza di una pluralità di cause all’origine dell’astenospermia, determina che non sia possibile individuare un percorso di cura univoco, ma ogni caso necessiti un trattamento ad hoc. Ad esempio, qualora questa derivi da un’orchite generalmente si procede all’assunzione di antibiotici o cortisonici, mentre se questa è originata da un varicocele l’intervento chirurgico consente il ripristino di un’adeguata motilità degli spermatozoi. Qualora questa dipenda da cause sconosciute generalmente si procede alla cura attraverso una terapia a due fasi mediante la somministrazione di arginina e coenzima Q10.

 

L’effetto sulla fertilità

L’effetto dell’astenospermia sulla fertilità generalmente cessa con terapie e cure dirette alla soluzione di questa alterazione. Nelle ipotesi più gravi, però, non appare possibile far fronte alla ridotta motilità degli spermatozoi e, per realizzare il proprio desiderio di genitorialità è necessario far ricorso alla fecondazione assistita. Il trattamento più adeguato, da questo punto di vista, è rappresentato dall’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI). Questa tecnica, infatti, è particolarmente adatta nelle ipotesi di infertilità determinata da un fattore maschile severo ed, in particolare, nei casi di spermatozoi con scarsa motilità. L’ICSI, infatti, consente di ottenere una fecondazione con un solo spermatozoo per ogni ovocita attraverso una piccola cannula che consente di iniettare direttamente il seme maschile nell’ovulo. Questa procedura si rivela particolarmente efficace nei casi di astenospermia perché, tramite una biopsia testicolare, consente la selezione del campione di sperma più adeguato e dotato di una migliore motilità.

 

Perché rivolgersi a noi

IVI rappresenta la scelta migliore per le coppie con problemi di fertilità, anche nelle ipotesi in cui queste sia da relazionare ad un fattore maschile e ad una causa come l’astenospermia. Le nostre cliniche, infatti, rappresentano l’avanguardia a livello mondiale per trattamenti come l’ICSI. Una leadership confermata dai dati e dalla fiducia che in questi anni i pazienti hanno riposto nei nostri specialisti. Nove coppie su dieci che si sono rivolte alle nostre cliniche sono riuscite a coronare il proprio sogno di genitorialità e il risultato sono gli oltre 160.000 bambini nati grazie al supporto del nostro team medico e clinico. Risultati che portano ogni anno oltre 5.000 coppie provenienti da 80 paesi ad affidare i propri sogni ad IVI.

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