Novembre 14, 2022

DIABETE E INFERTILITÀ: QUALE CORRELAZIONE? PIÙ PENALIZZATI GLI UOMINI MA ADOTTANDO LE GIUSTE MISURE SI POSSONO MINIMIZZARE LE CONSEGUENZE

DIABETE E INFERTILITÀ: QUALE CORRELAZIONE? PIÙ PENALIZZATI GLI UOMINI MA ADOTTANDO LE GIUSTE MISURE SI POSSONO MINIMIZZARE LE CONSEGUENZE

In occasione della giornata mondiale del diabete, la dottoressa Daniela Galliano di IVI, spiega in che maniera prendersi cura della propria fertilità. Soprattutto, per quanto riguarda gli uomini, penalizzati ancora più delle donne in presenza di una malattia metabolica come il diabete 

Una delle prime domande che una donna affetta da diabete si pone è: potrò mai avere dei figli? La correlazione tra la malattia e l’infertilità esiste ed è reale, ma è possibile adottare delle misure per minimizzarne le potenziali conseguenze. Le donne che soffrono di diabete presentano per lo più problemi legati a disfunzioni ovulatori. E’ stato dimostrato, innanzitutto, che il diabete di tipo 1 accorcia il periodo riproduttivo della donna e ritarda l’apparizione della prima mestruazione. I dati confermano, inoltre, un anticipo della menopausa di circa 2-3 anni rispetto alle donne non diabetiche. L’insufficienza di insulina e l’aumento di zuccheri nel sangue possono alterare il funzionamento normale del sistema riproduttivo.

Tuttavia, le donne con diabete, adeguatamente controllate e curate, hanno una fertilità praticamente normale e possono portare a termine una gravidanza senza nessuna complicazione. Nel caso in cui, invece, si rendesse necessario l’intervento di tecniche di procreazione medicalmente assistita, o PMA, non esistono controindicazioni, anzi rappresentano un valido aiuto al concepimento di un figlio e i farmaci solitamente utilizzati per la stimolazione ovarica non modificano i livelli di glucosio.

Più complesso è il discorso dell’uomo diabetico: questa malattia metabolica, infatti, può avere un impatto negativo sulla maturazione, lo sviluppo e la funzionalità degli spermatozoi, influenzando di conseguenza le possibilità di ottenere una gravidanza. Lo sperma, in pratica, tende a invecchiare prematuramente.

“Ciò si verifica a causa dell’elevata concentrazione di specie reattive dell’ossigeno nel sistema riproduttivo, favorendo così lo stress ossidativo nell’ambiente dello sperma, che influenza direttamente il fertilità maschile – spiega la Dottoressa Daniela Galliano, specialista in Ostetricia, Ginecologia e Medicina della Riproduzione, responsabile del centro PMA IVI di Romain particolare, negli uomini con diabete è stata osservata una diminuzione della fertilità senza che nel seminogramma siano state riscontrate variazioni significative. Naturalmente, si tratta quasi sempre di uomini con diabete poco controllato. Inoltre, questi cambiamenti nella struttura del DNA degli spermatozoi si manifestano con una diminuzione della loro capacità di fertilizzare, che, se progredita, può portare a fallimento dell’impianto, aborto spontaneo o un aumento del rischio di modifiche genetiche trasmesse alla prole”.

Oltre all’impatto diretto sullo sperma, il diabete mal controllato può essere alla base di problemi legati alla funzione sessuale e, quindi, alla fertilità, come disfunzione erettile, disturbi dell’eiaculazione o ipogonadismo (carenza di testosterone con segni o sintomi associati).

Quali soluzioni ci sono? Per tenere a bada il diabete è fondamentale uno stile di vita sano, oltre a mantenere un peso adeguato, esercitare regolarmente ed evitare il consumo di sostanze tossiche. Questi cambiamenti nello stile di vita possono avere un impatto positivo sulla fertilità maschile.

“Sebbene il diabete sia un fattore non modificabile, fattori esterni come una dieta scorretta e l’obesità o cattive abitudini come il tabacco, l’eccesso di alcol o l’uso di droghe contribuiscono al fatto che questa malattia non è controllata in modo ottimale. Raccomandiamo sempre di incorporare linee guida salutari nella tua vita quotidiana e di condurre una vita attiva per avere un buon punto di partenza“, afferma la dottoressa Galliano.

Per quanto riguarda gli esami medici, si valutano i livelli di testosterone se è già presente una disfunzione erettile e, tramite uno spermiogramma, si valutano anche la quantità, la motilità e la morfologia dello sperma. Inoltre, in caso di dubbi su possibili alterazioni della struttura del DNA, è necessario anche effettuare studi di analisi genetiche complementari, come lo studio delle microdelezioni del cromosoma Y, della frammentazione del DNA spermatico e dello stress ossidativo spermatico.

“Con un adeguato controllo della malattia, ci saranno meno possibilità di presentare fattori che causano l’infertilità, poiché le condizioni generali di questi pazienti di solito migliorano con un maggiore controllo della glicemia o una diminuzione dell’indice di massa corporea, ad esempio. Ma come sempre, consigliamo di consultare uno specialista in modo che possa valutare ogni situazione e fornire una soluzione personalizzata adatta a ciascun caso”, conclude Galliano.

UFFICIO STAMPA

  • Luana Scotti

DOSSIER DI STAMPA

Ultimo aggiornamento
FEBBRAIO 2020

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