settembre 10, 2018

Prima e seconda gravidanza: cosa cambia?

Differenze tra la prima e la seconda gravidanza

Molte mamme che si trovano a vivere una seconda gravidanza si sentono molto più preparate rispetto alla loro prima esperienza. Al contempo però, molti sono i dubbi e le paure che affollano la mente delle future mamme bis. Quali saranno le differenze tra le due gravidanze? E’vero che la seconda gravidanza può essere considerata una maternità a rischio? E se non riesco ad avere un secondo figlio, sarò affetta da infertilità secondaria? Cerchiamo di sciogliere alcuni dei dubbi più comuni.

Le nausee

Iniziando con le nausee, è molto probabile che se si è sofferto di nausee durante la prima gravidanza, esse si possano ripetere durante la seconda. Allo stesso modo, anche non aver sofferto di nausee durante la prima gravidanza può non essere una garanzia per la seconda. Molte mamme infatti che non hanno avuto nausee mattutine durante i 9 mesi di gestazione del primo figlio, si sono trovate a soffrirne durante la seconda gravidanza.

Voglie di cibo

Non tutte le donne sperimentano le cosiddette “voglie” di particolari cibi durante la seconda gravidanza. Molte mamme sperimentano come primi sintomi della propria seconda gravidanza una forte avversione ad alcuni cibi e la sensazione di morsi della fame. Ciononostante, sperimentare le cosiddette “voglie” di cibo è assolutamente normale.

La stanchezza

La fatica provata durante la prima gravidanza, probabilmente aumenterà durante la seconda. Di frequente è anche uno dei primi sintomi che comparirà durante i primi giorni della gravidanza e con molta più intensità. Molto spesso questo è semplicemente frutto del fatto che non solo si ha un bimbo che sta crescendo nella propria pancia, ma si ha anche un altro bimbo che cresce che ha bisogno delle nostre attenzioni e del nostro aiuto. La fatica mentale e fisica quindi raddoppiano, e non è raro che le mamme durante la seconda gravidanza sentano un desiderio sempre più crescente di dormire o riposarsi.

La crescita del pancione

Durante la seconda gravidanza è molto probabile che la pancia che cresce si noti molto di più durante il primo trimestre rispetto alla prima gravidanza. Molte mamme affermano come abbiano iniziato ad indossare vestiti premaman già prima della dodicesima settimana. Questo accade perché il corpo ha una sua memoria, e i muscoli saranno meno resistenti a un utero in fase di crescita. La pelle stessa sarà meno elastica e si dilaterà molto prima sotto la pressione crescente dell’utero.

IVI

L’alimentazione

Durante i 9 mesi è estremamente importante seguire una alimentazione corretta. Molto spesso, durante una seconda gravidanza, tra gli impegni con il primo figlio e gli impegni della vita quotidiana, le mamme si nutrono poco e male, non dando la giusta attenzione e il giusto spazio al momento del pasto. In realtà, soprattutto per le mamme che rimangono incinte a meno di un anno dal primo parto, è estremamente importante nutrirsi correttamente, poiché proprio loro sono molto più a rischio di anemia o carenza di ferro. Molti ginecologi affermano come il corpo di una mamma necessiti di un anno intero dal primo parto per riprendersi completamente e ripristinare i valori nutritivi. Le donne che sperimentano una gravidanza prima dei 12 mesi dal primo parto, possono avere una situazione di svantaggio rispetto ai propri livelli di calcio e di ferro.

Dolori alla schiena

Quasi tutte le donne che sperimentano una gravidanza, lamentano dolori alla schiena nel momento in cui la pancia inizia a crescere. Durante la seconda, questi dolori possono ripresentarsi, anzi spesso possono presentarsi in anticipo e in forma più intensa. I legamenti che tengono l’utero sono molto più deboli, costringendo la pancia a scendere di più e a porre più pressione nella parte bassa della schiena.

Rischi – gravidanze ravvicinate

Rimanere incinta entro i tre mesi successivi al primo parto, può essere rischioso per una mamma, che può trovarsi a sperimentare una maternità a rischio. E’necessario prendersi cura di sé in maniera molto scrupolosa, effettuando visite regolari con il proprio medico e, come detto, nutrirsi in maniera corretta. Il corpo ha infatti esaurito molti dei nutrienti necessari e sarà necessario probabilmente ricevere più proteine e più calorie rispetto alle altre donne incinte. Se non si ha ancora avuto il tempo di perdere i chili della prima gravidanza, è importante non mettersi a dieta proprio ora. Infatti questo secondo bambino avrà necessità di molto più cibo rispetto al primo.

Rischi – Gonfiori

Durante la crescita del feto e l’aumento del peso, è possibile la comparsa di gonfiori sulle mani, nella parte bassa delle gambe e sui piedi. Una percentuale tra il 60% e il 70% di donne sviluppa degli edemi gestazionali, che sono una conseguenza di accumulo di liquidi nei tessuti. Gli edemi possono essere uno dei primi sintomi di preeclampsia, ovvero una condizione che prevede un aumento della pressione sanguigna con presenza di proteine nelle urine.

Rischi – Preeclampsia

Tendenzialmente la preeclampsia si presenta durante la prima gravidanza, ma le probabilità che la malattia si possa presentare durante la seconda diventano maggiori sia con l’aumento dell’età della madre, sia con l’aumento dell’intervallo di tempo tra le due gravidanze. Le donne che sono state affette da preeclampsia durante la prima gravidanza, hanno un rischio superiore di sviluppare la medesima malattia durante la seconda gravidanza. In caso in cui inoltre la donna dovesse cambiare partner, in un’eventuale seconda gravidanza il rischio di preeclampsia risulterebbe identico rispetto a quello di una donna durante la sua prima gravidanza.

Rischi – Compatibilità del sangue

Per la seconda gravidanza, molto importante è la questione della compatibilità fra sangue materno e sangue del nascituro. Il sangue della mamma può essere non compatibile con quello del futuro nascituro quando è Rh negativo, mentre quello paterno è Rh positivo. In questo caso, il bambino potrebbe aver ereditato il gruppo sanguigno del papà, non compatibile quindi con quello della mamma. Durante la prima gravidanza, questa incompatibilità è irrilevante, mentre invece durante la seconda può generare la produzione di anticorpi volti a distruggere il sangue eventualmente Rh positivo del secondo bambino. Questo comporterebbe per il secondo figlio la possibilità di soffrire alla nascita di una severa forma di anemia, ossia “la malattia emolitica del neonato”.

Rischi – Fattore Rh

Il pericolo viene azzerato quasi completamente grazie ad un’iniezione di “immunoglobuline anti Rh”, che viene effettuata di routine subito dopo il primo parto, a tutte le donne Rh negative che hanno partorito un neonato Rh positivo. Le immunoglobuline hanno la capacità di distruggere i globuli rossi del feto che entrano nel sangue materno nel corso del parto: la loro eliminazione impedisce all’organismo materno di produrre anticorpi contro di essi, cioè contro un sangue Rh positivo. In questo modo il sangue di un secondo bambino eventualmente Rh positivo non corre il rischio di essere danneggiato dalla presenza nell’organismo materno di anticorpi aggressivi nei suoi confronti. Per la stessa ragione l’iniezione di immunoglobuline va ripetuta anche dopo eventuali parti successivi.

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Infertilità secondaria – cos’è?

Circa il 15-20% delle coppie è interessato dalla cosiddetta infertilità secondaria, ovvero l’impossibilità di ottenere una gravidanza dopo la nascita del primo figlio. Nel caso in cui la coppia sospetti di soffrire di infertilità secondaria, è necessario rivolgersi a uno specialista per capire quali possano essere le ragioni di questa infertilità e effettuare gli esami necessari per capire lo stato di fertilità di una coppia.

Fecondazione Assistita

In caso di infertilità secondaria, la fecondazione assistita può essere una valida soluzione per la possibilità di avere un secondo figlio. Oggi numerose sono le tecniche che possono permettere ad una coppia di coronare il proprio desiderio di avere un bambino, anche per le coppie che sono già genitori e vogliono esaudire il loro desiderio di avere un secondo figlio.

Fecondazione Assistita in Italia

Sempre più coppie in Italia ricorrono alla fecondazione assistita per risolvere i propri problemi di infertilità. Secondo i dati più aggiornati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2016 si sono rivolte alla fecondazione assistita più di 77.000 coppie solo in Italia. Questo dato nel corso degli anni è cresciuto sempre di più (+11% rispetto al numero di coppie trattate nel 2010).

Chi è IVI

IVI è il più grande centro di riproduzione assistita al mondo. Nel 2016 sono ben 45.122 i trattamenti effettuati presso i centri IVI di tutto il mondo. Solo grazie alle tecniche di FIV-ICSI, si sono ottenute ben 2847 gravidanze. Grazie alle tecniche di fecondazione eterologa, con donazione di ovulo, si sono ottenute 3.888 gravidanze.

Rivolgersi a IVI

In IVI un’equipe medica estremamente specializzata segue la coppia in ogni sua fase, dai primi esami alla decisione del trattamento fino al concepimento. Saranno proprio gli esperti IVI in procreazione medicalmente assistita a esaminare il caso di ogni singola coppia (e di ogni singolo componente della coppia) per capire quale possa essere il trattamento migliore da perseguire.

Infertilità secondaria e counseling psicologico

Un problema di infertilità secondaria, può sottoporre la coppia ad uno stress psicologico non indifferente. Per questa ragione, nei centri IVI è possibile richiedere un counseling psicologico, che possa permettere alla coppia di vivere l’esperienza della fecondazione assistita nella maniera più serena possibile.

FONTI

“Your 2nd pregnancy: what to expect this time” (Katie Tamony, Chicago Review Press, 1995)

“Il grande libro italiano della gravidanza” (Laura de Laurentiis, Rizzoli)

“Enciclopedia Medica Italiana” (USES Edizioni Scientifiche S.p.a., Firenze, 1988)

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