gennaio 29, 2018

Mamma-single: la nuova frontiera della maternità

Una scelta di vita, un passo importante che accomuna le donne di tutto il mondo: la maternità da single, grazie alle nuove frontiere della fecondazione assistita, è una realtà sempre più diffusa. Infatti, sono moltissimi i casi sia in Italia, sia all’estero, di gravidanze portate avanti in assenza di un partner, sia esso coniuge o convivente. Se in alcuni Paesi, come ad esempio gli Stati Uniti, è possibile far riferimento ad una banca del seme per sottoporsi alla procreazione assistita grazie a un apparato che tutela la privacy sia della futura mamma sia del donatore, in altri stati, come l’Italia, la situazione è completamente diversa. La legge 40, infatti, non permette alle donne single di accedere a procedure di pma. Nel nostro paese, quindi, l’unica alternativa possibile è far riferimento a strutture estere per avviare il percorso di fecondazione assistita.

 

Le statistiche sulle madri-single italiane – Secondo i recenti dati raccolti dall’Istat la percentuale di donne italiane single che si rivolgono ai centri esteri per la procreazione assistita sfiora il 30% del totale delle pazienti. Nel complesso, nel nostro paese, le mamme single negli ultimi anni sono aumentate del 25%. Normalmente si tratta di donne con un’età che supera i 35 anni, un impiego fisso e con una forte rete di sostegno familiare. Questo dato deve essere affiancato anche da un altro elemento che consente di capire la dimensione prospettica di questo fenomeno: secondo i dati raccolti da IVI  nel quinquennio 2011-2015 circa l’87% dei casi di preservazione dei gameti per motivi sociali riguarda donne single. Una scelta che, in seguito, nella maggior parte dei casi sfocerà nella decisione di formare, mediante pma, una famiglia monogenitoriale.

 

I Paesi che consentono la pma a donne single A differenza dell’Italia, sono molti i paesi europei che nel corso del tempo hanno aperto alla fecondazione assistita per donne single. Fra i più gettonati ci sono sicuramente la Spagna, il Belgio, l’Inghilterra, la Danimarca e la Grecia. Le legislazioni di questi stati, però, spesso differiscono per un elemento essenziale: se in Paesi come la Spagna e il Belgio la donazione dei gameti è completamente anonima, in altri come l’Inghilterra e la Danimarca non è previsto il vincolo dell’anonimato rispetto al donatore.

 

La scelta spagnola: una legislazione storicamente all’avanguardia – Il Paese europeo sicuramente più all’avanguardia da questo punto di vista è la Spagna. Lo Stato iberico, infatti, vanta una legislazione liberale in materia che, fin dagli albori, ha garantito anche alle donne single la possibilità di accedere ai trattamenti di pma. In particolare l’articolo della legge 14 del 2006 stabilisce espressamente che  “qualsiasi donna di età superiore ai 18 anni, e con totale capacità di intendere e di volere, potrà essere ricevente o utente delle tecniche disciplinate dalla Legge sulle Tecniche di Procreazione Umana Assistita”. In questo modo la legislazione spagnola consente l’accesso a queste procedure a qualsiasi donna, a prescindere dal suo stato civile e dal suo orientamento sessuale. Non è casuale se questo testo, nel corso del tempo, sia stato utilizzato come pietra di paragone per i legislatori di altri Paesi che intendevano improntare le proprie normative ad un impianto pienamente liberale. Inoltre, la legge non stabilisce alcun limite rispetto all’età della donna che intende sottoporsi al trattamento, anche se generalmente appare consigliabile non superare i 50 anni. La Spagna, per queste ragioni, è sicuramente la meta più gettonata per donne italiane single, come confermano i nostri dati: dal 2009 al 2016 oltre 900 connazionali si sono recate nei 27 centri IVI spagnoli (oggi 30) per coronare il proprio desiderio di maternità anche in assenza di un partner. Fra le garanzie che rendono lo stato iberico la destinazione preferita di moltissime donne single, va sicuramente annoverata la rigorosa attenzione medica e i parametri rigidi di sicurezza nel caso di donazione di ovociti o di sperma.

 

I trattamenti più adatti – A prescindere dal Paese in cui si decida di sottoporsi alla procedura di fecondazione assistita, occorre precisare come, nella scelta della tecnica, non esiste una soluzione unica valida per tutte le donne che intraprendono questo percorso. Il percorso di pma da intraprendere viene stabilito ad hoc in base all’età e alle condizioni della paziente. Le opzioni più diffuse sono l’inseminazione intrauterina con sperma di donatore, la fecondazione in vitro, la donazione dei gameti e il transfer di pre-embrioni donati da altre coppie. Le percentuali di successo dipendono da svariati parametri e arrivano fino al 70% nell’ipotesi di donazione di entrambi i gameti.

 

Le tecniche nel dettaglio – L’inseminazione intrauterina con donazione di sperma consente alla donna single di ottenere una gravidanza grazie al liquido seminale di un donatore, che rimane completamente anonimo. Si tratta di una procedura che garantisce alla ricevente la massima sicurezza: i campioni di sperma sono sottoposti ad una quarantena che permette di escludere il rischio di malattie. I donatori, inoltre, sono sottoposti ad una serie di esami finalizzati ad escludere la presenza di malattie genetiche. La fecondazione in vitro consente di unire in laboratorio l’ovulo con lo spermatozoo donato, al fine di ottenere embrioni già fecondati da trasferire nell’utero. Questa procedura può essere effettuata con la tecnica Fiv o con l’iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi (ICSI). La tecnica più efficace, sotto il profilo statistico, consiste nella donazione di entrambi i gameti, quello maschile e quello femminile. In questo caso gli ovociti donati vengono fatti entrare in contatto con gli spermatozoi (anch’essi donati) e gli embrioni ottenuti sono successivamente trasferiti nell’utero della ricevente. In paesi come la Spagna è anche possibile ricevere gli embrioni donati da altri pazienti che hanno completato la propria famiglia e vogliono consentire anche ad altre persone di coronare il proprio sogno di genitorialità. Si tratta di una procedura completamente altruista e anonima. Occorre precisare, però, che generalmente non è possibile trasferire più di due embrioni.

 

 

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4 commenti

  • sara says:

    Salve. siccome sto pensando di iniziarte questo percorso da donna single di 40 anni… volevo sapere più o meno quanto tempo è passato dalla prima visita al momento della fecondazione e quali sono le maggiori difficoltà risocntrate. grazie

    • Blog.IT says:

      Ciao Sara, grazie per averci contattato e perdonaci il ritardo nella risposta. Per tutte le informazioni più specifiche in merito ai trattamenti puoi contattare il call center (il numero è gratuito) al numero 800 088 247 oppure compilare il form online su ivitalia.it, per essere richiamata. A loro potrai rivolgere le domande relative ai tempi e alle modalità del trattamento, anche se per alcune domande sono i medici che potranno darti una risposta durante la prima visita. Buona giornata!

  • Valentina says:

    Buona sera,
    Faccio i complimenti a questo stupendo articolo dove viene spiegato alla perfezione ogni minimo dettaglio.
    Avrei bisogno di sapere per chi viene da Roma e volesse fare un inseminazione in Spagna tutte le visite pre e post inseminazione vanno eseguite li sul posto quindi in Spagna o si possono eseguire qui a Roma e poi recarsi li ??
    Grazie anticipatamente per l attenzione buona serata Valentina

    • Blog.IT says:

      Buon pomeriggio Valentina, le visite possono essere eseguite al centro di Roma. Per prendere un appuntamento puoi contattare il call center (il numero è gratuito) al numero 800 088 247 oppure compilare il form online su ivitalia.it. Buona giornata!

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