Novembre 5, 2021

Ecografia ginecologica: quando farla

Per il Comitato editoriale Blog IVI

 

Uno degli esami più completi ed indicativi per studiare l’apparato riproduttivo femminile ed indentificare la natura e l’origine di eventuali problematiche a questo connesse, è rappresentato dall’ecografia ginecologica. Si tratta di un’analisi diagnostica che, attraverso l’utilizzo di ultrasuoni e senza alcun rischio per la paziente, consente di sottoporre a un controllo organi come le ovaie, l’utero, le tube e la vescica. Lo scopo, in questo senso, è verificare eventuali alterazioni di carattere patologico e individuare l’iter più adeguato per un intervento mirato ed efficace. L’ecografia ginecologica interna è molto frequentemente associata a una visita ginecologica completa e consente al medico di avere una panoramica completa delle condizioni di salute della donna e di eventuali problematiche sopraggiunte. Questa procedura è indolore e priva di qualsivoglia effetto collaterale per la paziente.

Cos’è l’ecografia ginecologica

L’ecografia ginecologica rappresenta uno degli esami diagnostici privi di carattere invasivo finalizzati ad individuare eventuali patologie ginecologiche come ad esempio l’endometriosi, la presenza di cisti ovariche o di polipi endometriali. Questa procedura consente anche di evidenziare la presenza di eventuali conformazioni benigne o maligne. L’ecografia ginecologica interna, anche identificata con il termine di ecografia transvaginale, si sostanzia in un esame dell’apparato genitale femminile – e di organi quali utero, ovaia e tube – eseguito attraverso una sonda ecografica che viene introdotta in vagina. Nel dettaglio, la sonda emette degli ultrasuoni che sono riflessi in maniera differente dalle tipologie di tessuti. I segnali emessi dai tessuti sono oggetto di registrazione e le immagini relative degli organi pelvici sono trasposte su un monitor.

Cosa consente di evidenziare l’ecografia

Una modalità che, grazie alla maggiore prossimità con gli organi genitali interni, permette di avere un panorama di informazioni maggiore rispetto a quelle ottenute attraverso la semplice ecografia pelvica addominale. Questa procedura, infatti, consente di visualizzare conformazioni in termini millimetrici e attraverso lo studio flussimetrico permette anche di individuare la presenza di eventuali anomalie della vascolarizzazione e diagnosticare eventuali neoformazioni anche ad uno stadio iniziale. Occorre rilevare, inoltre, come l’ecografia ginecologica non si limiti all’analisi diagnostica di organi come utero ed ovaie, ma consente di evidenziare anche organi come il retto e la sezione terminale dell’intestino, nonché la vescica e gli ureteri.

Quando può essere eseguito l’esame e quali sono le peculiarità

Questo esame, che può essere eseguito in qualsiasi momento del ciclo mestruale e anche in menopausa, non prevede alcuna preparazione specifica ed è assolutamente indolore, se si esclude un piccolo fastidio connesso al momento dell’inserimento della sonda. Allo stesso modo, l’ecografia ginecologica non comporta alcun rischio, né nel breve termine, né nel lungo termine. Questa procedura, infatti, si connota per l’impiego di onde sonore innocue sia per la donna sia per l’eventuale feto.

Quando fare ricorso all’ecografia ginecologica

L’obiettivo fondamentale dell’ecografia ginecologica è quello di procedere ad una valutazione anatomica oggettiva dell’utero e delle ovaie e a un’indagine della loro forma e struttura. In particolare, quest’indagine consente di verificare la presenza di eventuali anomalie, di studiare la funzionalità dell’apparato riproduttivo (ad esempio per quanto riguarda il ciclo e l’ovulazione) e di accertare la presenza di eventuali patologie. Le caratteristiche e le modalità di svolgimento di quest’analisi portano a consigliarla periodicamente per valutare lo stato generale di salute e il funzionamento dell’apparato genitale femminile. Questa indagine, inoltre, è particolarmente indicata nelle ipotesi in cui la paziente soffra di amenorrea (cioè di assenza di ciclo mestruale), di dolori pelvici periodici o di sanguinamenti anormali. Quest’ultima ipotesi, in particolare, potrebbe essere rivelatrice della presenza di polipi o fibromi.

Quando procedere all’ecografia in gravidanza

L’ecografia ginecologica interna, inoltre, è un esame molto indicato anche nella fase iniziale di una gravidanza e solitamente viene eseguita fra la sesta e l’ottava settimana, anche se è possibile procedere ad anticiparla alla quinta settimana qualora si desideri esclusivamente valutare lo stato del sacco gestazionale. In alcune ipotesi si fa ricorso a questa procedura anche nel secondo e terzo trimestre qualora siano emersi elementi che possano far sospettare il rischio di un aborto spontaneo.

Gli sviluppi tecnologici: l’ecografia ginecologica 3d

Lo sviluppo tecnologico recente e la necessità di procedere ad analisi sempre più approfondite e precise ha portato all’implementazione di tecniche sempre più all’avanguardia anche nel settore ecografico. In particolare, lo sviluppo dell’ecografia ginecologica tridimensionale ha rappresentato uno sviluppo fondamentale in questo ambito, in quanto consente l’acquisizione volumetrica delle immagini e permette di visualizzare sezioni multiple dell’organo in maniera molto accurata. In particolare, l’ecografia in 3d è consigliata nelle ipotesi di individuazione e classificazione di malformazioni uterine e per la valutazione della riserva ovarica soprattutto in supporto delle procedure di fecondazione assistita. Una recente ricerca condotta da IVI ha evidenziato l’importanza dell’ecografia 3d per la diagnosi precoce dell’utero a T e per un miglioramento potenziale delle procedure di medicina riproduttiva.

IVI: la nostra esperienza per il vostro futuro

L’ecografia ginecologica è uno degli esami fondamentali che viene svolto nelle nostre cliniche durante la visita ginecologica, al fine di valutare le condizioni dell’apparato riproduttivo della paziente e di garantire le procedure più adatte caso per caso. IVI, in questo ambito, rappresenta l’eccellenza a livello mondiale nella medicina riproduttiva. Da oltre 30 anni, infatti, i nostri medici e ricercatori garantiscono gli standard più elevati nelle tecniche di procreazione medicalmente assistita. E i risultati ne sono la prova: 9 coppie su 10, dopo essersi rivolte ai nostri centri, riescono a raggiungere il proprio sogno di genitorialità. Il simbolo di tutto questo impegno sono gli oltre 250.000 bambini nati grazie alle cure dei nostri esperti.

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