{"id":163572,"date":"2020-03-18T16:32:39","date_gmt":"2020-03-18T16:32:39","guid":{"rendered":"https:\/\/ivitalia.it\/?p=163572"},"modified":"2022-04-12T15:31:21","modified_gmt":"2022-04-12T15:31:21","slug":"sindrome-x-fragile","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/ivitalia.it\/blog\/sindrome-x-fragile\/","title":{"rendered":"Cos\u2019\u00e8 la sindrome dell\u2019X fragile?"},"content":{"rendered":"
Secondo il National Human Genome Research Institute ogni condizione patologica in medicina, al netto di quanto possa rientrare nella categoria traumi, ha un correlato genetico. Ogni essere umano, infatti, pu\u00f2 essere portatore di mutazione a livello del genoma che ha come conseguenza lo sviluppo di malattie ereditarie. Fra queste, una delle sindromi pi\u00f9 diffuse ed importanti, effetto di trasmissione di codice genetico, \u00e8 la Sindrome X fragile<\/strong>. Una condizione che dal 2001 \u00e8 inserita dal Ministero della Salute nell\u2019elenco delle malattie rare e che statisticamente colpisce in misura maggiore i maschi (1 su 4.000) rispetto alle femmine (1 caso su 6.000). In particolare la Sindrome dell\u2019X fragile<\/strong> \u00e8 un deficit genetico, correlato ad una condizione di ritardo mentale, con importante incidenza statistica (secondo solo alla sindrome di Down per diffusione) e che si contraddistingue per essere la forma ereditaria pi\u00f9 frequente di ritardo mentale. Data l\u2019origine genetica, qualora la coppia sia a conoscenza di tale condizione e della possibilit\u00e0 di una sua trasmissione, pu\u00f2 far ricorso alle tecniche di medicina riproduttiva per evitare che il futuro bambino possa essere affetto dalla sindrome.<\/p>\n