novembre 15, 2016

ASRM riconosce lo studio sulla ricettività dell’ endometrio sviluppato da Igenomix e IVI che migliora il tasso di gravidanza del 24%

Il professore Carlos Simón, direttore scientifico di Igenomix e IVI, ha presentato nel corso del 72° Congresso Annuale della Società Americana di Medicina Riproduttiva (ASRM) che si è tenuto a Salt Lake City (Utah, USA) uno studio prospettico e aleatorio sulla ricettività dell’endometrio, intitolato Prospective, randomized study of the endometrial receptivity analysis (ERA) test in the infertility work-up to guide personalized embryo transfer versus fresh transfer or deferred embryo transfer che conferma che il test ERA, utilizzato finora solo nei casi più complicati, si associa a un miglioramento significativo nel tasso globale di gravidanza, portandolo all’85% in quei trasferimenti personalizzati, in accordo con i risultati del test. Durante il Congresso la Società di endocrinologia riproduttiva e infertilità (SREI) ha conferito allo studio il premio Prize Paper.

Il test ERA permette di conoscere la ricettività dell’endometrio prima di effettuare il trasferimento embrionario

Il test ERA (Endometrial Receptivity Analysis) basato sull’analisi dell’espressione di 238 geni nell’ endometrio, che permette di conoscere la ricettività o meno dell’organo al momento di effettuare il trasferimento embrionario, ha migliorato negli ultimi anni la prognosi riproduttiva di molte pazienti spostando la finestra di impianto. Questo metodo diagnostico, sviluppato, tra gli altri, dalla Fondazione IVI e da diverse cliniche del Gruppo, brevettato e attualmente commercializzato da Igenomix, indica quando è il momento migliore per trasferire l’embrione in ciascun caso, permettendo una reale personalizzazione del trattamento da parte della clinica.

“La personalizzazione del fattore endometriale della coppia infertile deve essere preso in considerazione prima di cominciare il trattamento per aumentarne il successo riproduttivo, questo è ciò che dice lo studio. ERA può far risparmiare tempo, prove costose e diagnosi, risultando determinante affinché un trasferimento embrionale sia soddisfacente e l’embrione si impianti nella finestra di tempo stabilita” ha spiegato il professor Simón, dopo aver presentato lo studio realizzato da scienziati IVI e Igenomix, al quale hanno preso parte 356 pazienti, con meno di 38 anni, tra il 2013 e il 2016, trattati in dieci centri di riproduzione in cinque diversi Paesi (Spagna, Bulgaria, Belgio, Panama e Italia).

In letteratura si parla della recettività dell’ endometrio come legata a un periodo limitato nel tempo, tra il diciannovesimo e il ventunesimo giorno del ciclo mestruale standard, conosciuto come “finestra di impianto”. In un ciclo naturale, l’ovulazione e lo sviluppo dell’ endometrio sono sincronizzati affinché la finestra di impianto rimanga aperta nel momento esatto in cui ci sia un embrione pronto all’impianto. Nella riproduzione assistita questa finestra può risultare spostata ed è necessaria la personalizzazione del trattamento per riconoscere il momento ottimale.

“Lo sviluppo di nuove tecnologie “omiche” insieme all’analisi bioinformatica dei dati si sta avviando verso una nuova comprensione della recettività endometriale e della sua relazione con i trattamenti di infertilità. Secondo i dati apportati da questo studio, si consiglia a ogni coppia con meno di 38 anni con fattore endometriale di effettuare il test ERA, dal momento che la prognosi riproduttiva può migliorare del 24% se il trasferimento si realizza nel giorno indicato dal test” ha aggiunto il professor Simón.

Attualmente il test ERA è l’unico metodo di diagnostica molecolare dello stato endometriale esistente e, oltre a migliorare significativamente il tasso di gravidanza, negli ultimi quattro anni ha fornito una soluzione a più di 10mila pazienti che non avevano ottenuto risultati dai trattamenti.

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Ultimo aggiornamento
Settembre 2017

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